Nuovo Cinema Paradiso: l’incanto di un mito
Il cinema rappresenta da sempre, è risaputo, una delle forme d’arte più affascinanti, evocative e di maggiore impatto sulle persone che esista. Sin dalla sua comparsa infatti, agli albori del secolo scorso, milioni di spettatori hanno affollato le sale cinematografiche spinti dalla più umana delle attitudini: la curiosità.
La definizione di curiosità ci aiuta a comprendere l’ampiezza del fenomeno, fornendoci una precisa spiegazione sul perché l’industria cinematografica sia ancora oggi, seppur in forma diversa rispetto al passato, piuttosto florida. La curiosità è il desiderio innato di conoscere e di esplorare ciò che ci circonda, una spinta che ci porta ad osservare, domandare e comprendere. La curiosità è di fatto il motore dell’immaginazione e, proprio attraverso quest’ultima, riusciamo a sublimare la sensibilità che abita nell’animo, fornendole una dimensione, donandole uno spazio tangibile nel quale poter espandersi. Ed ecco spiegato il concetto di cinema.

Il capolavoro di Tornatore
In oltre un secolo di storia gloriosa più di un regista ha magistralmente esemplificato il concetto poc’anzi espresso, scolpendo nell’imperitura stele del tempo capolavori del calibro di Nuovo Cinema Paradiso, tanto per citarne uno. La riflessione di quest’oggi verte proprio sul capolavoro di Tornatore, vincitore dell’Oscar nel 1990 e noto al grande pubblico per l’intreccio narrativo struggente e le musiche di un Ennio Morricone semplicemente maestoso.
Nuovo Cinema Paradiso infatti è molto di più di un grande film: è un manifesto eterno all’amore per il cinema, alla potenza evocativa dei ricordi e al legame indissolubile tra le storie narrate sullo schermo e la vita di chi le guarda. Il genio del regista consiste nell’essere riuscito a raccontare con una semplicità e tenerezza quasi disarmante, al contempo a fare una fotografia al percorso di rinascita di una Sicilia, bella e disgraziata, che dalle macerie del dopoguerra risorge dalla miseria abbracciando, seppur timidamente, il progresso e qualche tiepida ventata di benessere figlia del boom economico di quegli anni.
Sin dai primi minuti della pellicola è possibile apprezzare la bravura di Tornatore nel rappresentare la realtà del piccolo paese siciliano, che fa da sfondo agli avvenimenti che portano il piccolo Totò ad innamorarsi del cinema prima, e della sua Elena poi, ed infine a lasciare per sempre la terra natia, al fine di andare incontro al suo luminoso futuro. Quel futuro che solo la saggezza di un uomo anziano e disilluso come Alfredo poteva vedere.

La magia della nostalgia
La nostalgia, vero leitmotiv della trama, trasuda da ogni scorcio di una Giancaldo dilaniata dalla miseria prima e dalla tristezza per un tempo magico ormai lontano e irraggiungibile dopo. Il “miracolo” del film avviene proprio quando Totò, ormai quasi sessantenne, torna al paese per il funerale di Alfredo, l’indimenticato mentore che gli aveva fatto da padre. Si scorge subito, senza troppi convenevoli, il desiderio, l’ardore del protagonista nel volersi immergere nei ricordi di una gioventù forse interrotta troppo presto.
Ed è qui, dinanzi alla polvere del Paradiso ormai demolito, che spettatore, regista e protagonista si fondono in un tutt’uno, una matassa indistinta di malinconia e ricordi che toccano le corde più profonde dell’anima. La fictio scenica crolla quindi insieme alle mura ingiallite del vecchio cinema e, con loro, le maschere di ognuno di noi, lasciandoci finalmente pervadere dalle emozioni più vive e recondite del cuore, bellissime e dannate allo stesso tempo, suggellate dalla leggiadria di una colonna sonora d’indescrivibile bellezza.
Cosa c’è di più potente e tenero di vivissimi stralci di vita edulcorati da un po’ di sana e fanciullesca immaginazione? La ricetta vincente che fece guadagnare quasi immediatamente il plauso globale a Tornatore, sebbene fosse solo al suo secondo film, fu proprio questa. Il valore aggiunto di Nuovo Cinema Paradiso consiste nel riuscire a parlare in maniera diretta al cuore di più generazioni, ignaro dello scorrere del tempo, elevandosi così a pietra miliare del cinema universale, vera e propria gemma del genio del regista siciliano.

Una storia che racconta attraverso il tempo un pezzetto della vita di ognuno di noi, un vissuto fatto di difficoltà, illusioni, emozioni, sogni e amori. La pellicola ci restituisce con dolcezza una proiezione dei momenti più importanti della nostra vita, ci ricorda quanto faticoso e doloroso sia crescere, separarsi da ciò che ci ha reso vivi e inconsapevoli e soprattutto quanto sia meraviglioso assaporare la bellezza della gioventù.
Del resto noi, come Salvatore nell’ultima scena, possiamo proiettare all’infinito il film della nostra vita, anche solo per poter rimembrare, se ce ne fossimo scordati, che vivere è un’emozione, a qualunque età. Per questo andiamo al cinema, per ricordarcelo. Così, tra il fruscio dei fotogrammi e il crepitio della pellicola, il cinema si rivela per ciò che è sempre stato: non un semplice spettacolo, ma un atto di resistenza alla caducità del tempo. Ogni fotogramma è un ricordo che sfida l’oblio, ogni storia è una ferita che continua a pulsare, ogni volto sullo schermo è il nostro, sospeso nell’eternità.
Forse, alla fine, non andiamo al cinema per fuggire dalla vita, ma per guardarla negli occhi… e scoprire che anche l’illusione, a volte, è più vera della realtà stessa.
Trentacinque anni dalla sua uscita, il capolavoro di Tornatore continua a conquistare pubblico e critica, confermandosi pietra miliare del cinema italiano. Nuovo Cinema Paradiso è la dimostrazione che il grande cinema sa trasformare storie locali in verità universali, dove ogni spettatore ritrova frammenti della propria esistenza.
Perché alla fine, come Totò davanti alla sua ultima bobina, scopriamo che ogni film è un pezzo della nostra vita che non sapevamo di aver perduto.
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