Oltre la paura della firma: a Napoli la sfida per una PA che decide
C’è un timore invisibile che spesso rallenta la macchina ammnistrativa del nostro Paese, un’esitazione che nasce davanti a un foglio da firmare e che gli addetti ai lavori chiamano “burocrazia difensiva”.

Immaginate di dover prendere decisioni ogni giorno, sapendo che un errore, anche in buona fede, potrebbe generare non poche criticità.
A Napoli, in una sala gremita dove l’energia del confronto si tagliava a fette, si è cercato di tracciare una rotta diversa, analizzando gli effetti della recente riforma sulla responsabilità amministrativa, a seguito dell’entrata in vigore della legge n.1/2026.
L’evento, promosso dal sindacato FEDIR, non è stato solo un susseguirsi di relazioni tecniche, ma un vero e proprio laboratorio di idee per capire come liberare i dirigenti pubblici dal peso dell’incertezza e restituire efficienza ai servizi per i cittadini.
Il ruolo dei professionisti, interni ed esterni, all’apparato amministrativo, è una bussola fondamentale per migliorare la produzione di servizi alla collettività.
In questo scenario di cambiamento, il supporto tecnico dei professionisti diventa una vera e propria ancora di salvezza.
Non si tratta solo di applicare norme, ma di accompagnare le istituzioni verso scelte consapevoli e sicure.
Su questo punto è stato molto chiaro Michele Saggese, Consigliere delegato agli enti pubblici dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli:
“Il nostro ruolo professionale ci porta spesso ad affiancare enti pubblici e privati nei processi decisionali, nella gestione delle risorse e nella corretta applicazione delle regole. Per questo, comprendere con precisione i confini della responsabilità amministrativo-contabile significa contribuire non solo alla sicurezza giuridica degli operatori, ma anche alla qualità dell’azione pubblica nel suo complesso.”

Ma cosa spaventa davvero chi deve amministrare? La risposta emersa dalla tavola rotonda è univoca: la complessità. In un sistema dove le leggi si sovrappongono come in una foresta senza segnaletica, il rischio di finire fuori strada è altissimo. Elisa Petrone, Segretario Generale Fedir, ha fotografato la situazione invocando una “cura” basata sulla linearità:
“Uno dei temi che si sta maggiormente dibattendo è quello della concorrenza tra la responsabilità civile e quella amministrativa. Ma la semplificazione è la prima misura da attuare: la paura della firma discende direttamente dalla complessità del nostro sistema legislativo. È difficile per un dirigente districarsi fra leggi di ogni rango; serve prima di tutto chiarezza.”

Il successo dell’incontro, testimoniato da una partecipazione attiva e vibrante, dimostra quanto il tema sia sentito: c’è una gran voglia di fare bene, ma servono gli strumenti giusti. La riflessione su questi temi non si ferma all’ombra del Vesuvio: come ha confermato Elisa Petrone durante il dibattito, il format varcherà presto i confini campani.


Le prossime tappe sono già fissate a Roma, presso la Città Metropolitana, e a Genova, presso il Comune. Due nuovi appuntamenti per continuare a raccontare come l’Italia stia provando a semplificare sé stessa, scommettendo su una dirigenza che non abbia più paura di decidere per il bene di tutti.
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