Orlando Marano, la voce folk che guarda al futuro
Orlando Marano è stato un grande innovatore della tradizione, capace di rinnovarla senza snaturarla. Con idee e talento ha portato la musica folk pratolana nel nuovo millennio, assicurando continuità a eventi ormai parte della storia del paese. La sua scomparsa lascia un vuoto difficile da colmare.
La scomparsa di Orlando Marano, ingegnere del Genio Civile in pensione e appassionato di musica, segna una tappa importante nella storia artistica di Pratola Serra e dell’Irpinia.
Fondatore del gruppo Pratola Folk negli anni ’70 e punto di riferimento della musica popolare campana e meridionale. Il suo percorso si concretizzò nel 1977 con l’uscita dell’LP Voci dalle terre del Sud, pubblicato dalla RCA Records.
La notorietà la ebbe con la pubblicazione del disco e, a seguire, il gruppo ricevette continui inviti alle feste dell’Unità in tutta Italia, oltre a esibirsi in piazze e teatri di Svizzera e Germania. Il progetto si interruppe dopo il terremoto, subito dopo la partecipazione a Tele Avellino, dove presentarono un brano in continuità con la celebre “Simmo disoccupati”.
La nuova canzone, nel pieno dell’“Irpinia da bere” dei fondi post-sisma e dei gol di Juary, richiamava al senso della realtà: «Serie A, Serie A, tinimmo ‘a squadra in Serie A, ma ‘a fatica addò cazzo sta?».
Accanto alle tematiche sociali – sostenute dai testi e dalle ricerche storiche del geometra Pellegrino Musto, detto ‘o poeta, pilastro dei primi anni del gruppo – non mancavano canzoni che raccontavano la vita rurale di Pratola Serra e del Sud, l’assoggettamento quasi feudale dei contadini ai proprietari terrieri, e brani di altri gruppi folk e operai, come la celebre “Flobert”, dedicata ai tredici morti di un’esplosione in una fabbrica di Sant’Anastasia, nel Napoletano.
Non solo temi storici e sociali, però, il repertorio includeva anche canzoni dissacranti e “pruriginose”, capaci di coinvolgere le comunità nei balli e nell’allegria delle feste popolari.
Alla fine degli anni Novanta Orlando Marano rilanciò i Pratola Folk, coinvolgendo giovani musicisti e guidando il gruppo non solo musicalmente ma anche culturalmente. Nei suoi testi unì impegno politico, temi della pace e dell’ambiente e una continua ricerca tra tradizione e nuove sensibilità.
La sua intuizione più brillante fu nel 2009 la rassegna “Puozzi Passà p’a Pratala”, festival di tre giorni che univa musica popolare, gastronomia e tradizioni, portando a Pratola Serra migliaia di visitatori e gruppi da tutta Italia. Parallelamente la band pubblicò diversi dischi, tra cui “Compari e comparielli” e “A storia è tornata” (2024), per i 50 anni di attività.
Marano fu anche punto di riferimento per eventi e spettacoli locali, contribuendo alla rappresentazione della Passione e morte di Cristo e mantenendo viva la tradizione del “Canto degli Angeli” durante la processione del Lunedì in Albis.
Musicista, organizzatore e custode delle tradizioni, Orlando Marano ha lasciato un segno profondo nella vita culturale di Pratola Serra.
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