Politica

Parole grosse in Consiglio comunale

Andrea Maria Labruna

Andrea Maria Labruna

Autore di +Plus! Magazine

L’ultima dichiarazione di Antonio Gengaro fa andare su tutte le furie il Sindaco Laura Nargi, volano parole grosse in Consiglio comunale.

Politica e dintorni – Il centro città è formato da gente perbene, le periferie no, stessa cosa vale per il voto delle due fazioni, è questo il senso del discorso pronunciato da Antonio Gengaro nel corso dell’ultimo Consiglio comunale.

“il voto di opinione è solo quello borghese”, il senso delle parole pronunciate dal capo dell’opposizione era quello di dettare una linea morale sulle ragioni delle preferenze espresse dai cittadini in sede di ballottaggio, quasi come se quella di abitare in una zone della città lontana da servizi e ed attività culturali fosse una colpa di quei cittadini che chi per necessità economiche, chi per scelta personale risiede in determinati quartieri, come se la rispettabilità potesse essere determinata dell’indirizzo scritto sulla carta d’identità.

Già a tal proposito aveva parlato il Consigliere regionale Francesco Todisco il quale all’indomani dell’ennesima sconfitta al ballottaggio da parte del Pd aveva bacchettato il modus operandi del partito con sede a Via Tagliamento, ribadendo il fatto che nelle periferie i cittadini si sentissero abbandonati da una formazione politica lontana dalle loro prerogative, e come le periferie stesse fossero piene di liberi professionisti o di persone degne di nota.

L’accaduto è ancora più grave in quanto il le parole incriminate sono state pronunciate dall’esponente di un’area progressista dalla quale tutto si aspetterebbe tranne che una caduta di stile in tali proporzioni, ed immediate sono state le reazioni da parte di Rifondazione Comunista o dall’associazione Insieme per Avellino e per l’Irpinia che proprio nell’ultima tornata elettorale aveva sostenuto lo stesso Gengaro.

Lo stesso Sindaco Laura Nargi ha dato una risposta celere e forte al candidato sconfitto nello scorso giugno parlando di un’investitura a primo cittadino dettata dalla volontà popolare in sede di ballottaggio.