abbiamo visto cosa sono gli enti del terzo settore, come sono divisi e quali leggi li regolano (se ti interessa approfondire la divisione dei diversi ETS clicca qui), abbiamo acclarato che in generale, a prescindere dalla loro natura giuridica, questi Enti non hanno scopo di lucro.

allora la domanda nasce spontanea: come fanno a finanziare la propria attività gli enti del terzo settore?

ecco, lo strumento che gli ETS usano per finanziare le proprie attività è la raccolta fondi, che insieme alle attività di interesse generale e le attività diverse, costituiscono le 3 categorie di attività principale che un ente del terzo settore può svolgere.

la raccolta fondi è disciplinata dall’ articolo 7 del Codice del terzo settore (codice) che la definisce come “il complesso delle attività ed iniziative poste in essere da un ente del Terzo settore al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale”.

in linea di massima gli enti del terzo settore posso effettuare raccolta fondi, anche se non espressamente contenuto nel proprio statuto, in modo organizzato e continuativo, servendosi della collaborazione dei propri volontari o dipendenti, anche attraverso la cessione di beni o servizi di modico valore, anche se questi hanno prezzo predeterminato.

Questo tipo di attività, non è considerata attività commerciale, a patto che nel bilancio d’esercizio dell’ associazione ci sia:

  • un rendiconto specifico dedicato alla raccolta fondi;
  • una relazione illustrativa sul funzionamento della raccolta stessa e il come quel tipo di attività possa contribuire agli scopi statuari.

Facciamo un esempio pratico: mettiamo il caso, noi ci trovassimo a dover raccogliere dei fondi con la nostra APS per la festa patronale del nostro comune, potremmo offrire un bene come una candela o una piantina in cambio di un offerta, oppure potremmo metterlo in vendita ad un prezzo predeterminato magari organizzando una campagna di sensibilizzazione. questo tipo di attività, rispettando le condizioni descritte sopra, non verrebbe considerata un’attività commerciale.

altri modi attraverso cui gli enti del terzo settore ricavano fondi sono:

  • l’accesso a specifiche risorse finanziarie pubbliche;
  • la richiesta di destinazione del 5 per mille, Gli enti beneficiari del riparto del 5 per mille sono soggetti a specifici obblighi di rendicontazione e trasparenza secondo le modalità e i termini previsti, da ultimo, dal dpcm del 23 luglio 2020. (per maggiori info clicca qui);
  • lasciti, donazioni e contributi di natura non corrispettiva, questo tipo di entrate non sono considerate commerciali e la normativa fiscale prevede delle detrazioni e deduzioni per i soggetti che le elargiscono.

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