Per la mini-rubrica SorprendenteMente, questa settimana faremo una cosa un po’ diversa. Vista la quantità di richieste giuntemi di approfondire ulteriormente un determinato argomento, riporterò pezzi di testimonianze che aiuteranno a comprendere meglio o vissuti di chi si imbatte in relazioni tossiche. Ovviamente le citazioni saranno rigorosamente protette dall’anonimato e saranno scelte in modo da evitare elementi che possano fornire qualsivoglia riferimento a persone.

Nell’articolo precedente sulle relazioni con un narcisista, ho citato alcune modalità agite sulla “preda” che hanno dei risvolti significativi e duraturi sul/la malcapitato/a. Vediamo nel concreto il love bombing.

Da subito ha attirato la mia attenzione purché aveva un atteggiamento da vincente, sicuro di se, che ti fa pensare “questo è uno che mi proteggerebbe”. Poi, lusingata di aver avuto la sua attenzione, ha subito cominciato a farmi complimenti notevoli: non le solite facilonerie, ma cose profonde che mi facevano pensare “questo è uno che mi capisce, non è superficiale, va al di là delle cose”. Con la frequentazione, iniziata poco dopo la nostra conoscenza, ha intensificato le attenzioni per me ed il vero e proprio corteggiamento che mai e sfociato nella banalità. Allora ho pensato “finalmente uno che è uomo anche bel corteggiamento, è ingegnoso e creativo e, visto che è romantico è pure sensibile”. Mi faceva regali in continuazioni e sorprese molto gradite di ogni genere e costo. Poco dopo esaltava le mie doti e capacità personali spronandomi ad ambizioni di qualità superiori. Da qui ho pensato che con uno così vicino non avrei mai avuto ostacoli nel realizzare i miei sogni, ma anzi grazie a lui, avrei avuto una visione maggiore e migliore degli orizzonti. E qua cominciano i “grazie a lui” ed il tunnel in cui mi sono imbattuta. Era presente e indispensabile : non dovevo pensare a nulla perché aveva già pensato a tutto lui. I miei amici lo avevano trovato affascinante e brillante: tutti tranne la mia più cara amica che mi aveva detto: sicuramente è bello e brillante, ma c’è qualcosa in lui che non mi convince. Onestamente ero risentita e ammetto che pensai “mi invidia perché io sto vivendo una favola e lei no”. Le sorprese riguardavano anche la sua improvvisa presenza nel posto dove lavoravo, nel luogo dove facevo attività fisica o nel bar dove facevo la pausa ed era bello pensare che fosse così innamorato da voler trascorrere ogni momento libero con me.  Dopo pochi mesi, lui dice di amarmi e mi chiede di portare il nostro rapporto ad un altro livello trasferendomi a casa sua. Dice che avremmo progettato il nostro matrimonio e la nostra vita insieme e che dovevano dedicare tutto a noi due. Così mi propone di prendere del tempo a lavoro e fare una vacanza lunga insieme. Fino a qui tutto meravigliosamente bello e romantico : più le cose cambiano, ma io non capivo cosa stesse succedendo”

Quanto riportato, benchè come precedentemente detto, sia stato modificato in qualche dettaglio per evitare di dare riferimenti a luoghi e/o persone, è una esperienza veramente vissuta da una donna. Il love bombing si traduce come “bombardamento d’amore” che però con l’amore non c’entra proprio nulla. Già se pensiamo alle due parole “bombardamento” e “amore”, dovremmo percepire che qualcosa stoni. Infatti, il bombardamento stona fa perdere orientamento e lucidità e orienta verso l’unica certezza che si intravede: il/la manipolatore/trice: ricordiamo, infatti che queste modalità patologiche appartengono sia a uomini che a donne, solo che si sente più frequentemente parlare di manipolatori di sesso maschile. Il motivo? Varie ragioni, tra cui il fatto che un uomo manipolato da una donna verso la dipendenza affettiva proietta il suo sentirsi umiliato sulla visione che la società avrebbe di lui rispetto il ruolo maschile nell’immaginario collettivo. Ma magari tratteremo questo argomento in seguito. Tornando al love bombing, ricordiamo che la prima a specificare questo termine fu nel 1995 la psicologa Margaret Thaler Singer, (docente all’Università di Berkeley dal 1964 al 1991) che definì questa modalità il come “la pericolosa deriva di una mente fragile”. Tuttavia ,“fragile” si sente chi subisce tale azione quando realizza a fatica e dopo tempo, che la stessa era finalizzata alla manipolazione. U questo però voglio specificare una cosa : non siete “stupidi/e” e non dovete dispiacervi per i “difetti” dell’altro. Voi avete creduto nell’amore investendo nel rapporto che stavate coltivando con tempo, energie, emotività e soldi : non c’è nulla di cui vergognarsi. Gli errori di valutazione fanno parte della vita, ma l’importante è riprendere in mano le redini della propria esistenza e fare tesoro dell’esperienza vissuta. Sicuramente, infatti, vi avrà donato dei “campanelli d’allarme” che si attiveranno al momento giusto e vi basterà ascoltarli per no incappare in dinamiche pericolose.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.