Politica

Roberto Fico proclamato Presidente

Andrea Maria Labruna

Andrea Maria Labruna

Autore di +Plus! Magazine

Roberto Fico proclamato Presidente della Regione Campania. Martedì 9 dicembre 2025 la Corte d’Appello di Napoli ha ufficializzato l’esito delle elezioni regionali: Roberto Fico è stato proclamato presidente della Regione Campania. Durante la cerimonia, tenutasi nell’auditorium del Palazzo di Giustizia, Fico ha ringraziato i cittadini e ha dichiarato che «il nostro faro sarà l’etica pubblica», aggiungendo che la sua coalizione – larga e composita – lavorerà per la giustizia sociale, ambientale e generazionale.

Con la sua vittoria — ottenuta con circa il 60,6% dei voti contro il 35,6% dell’avversario Edmondo Cirielli — Fico porta a termine la conquista del governo regionale, ponendo fine a un ciclo durato un decennio con l’amministrazione uscente.

L’annuncio della Giunta e le aspettative disattese

Subito dopo la proclamazione, Fico ha annunciato che la composizione della nuova Giunta regionale verrà definita nei prossimi giorni. In un’intervista, ha spiegato che la sua intenzione è scegliere «volti nuovi», provenienti dai partiti e dalla società civile, e che — secondo le regole interne e per ragioni di equilibrio politico — non è scontato che gli eletti in Consiglio diventino automaticamente assessori.

Questo principio, però, ha già acceso le tensioni all’interno del cosiddetto “campo largo” che ha sostenuto Fico.

La polemica di Mastella: il caso Pellegrino

Tra i più duri critici di questa scelta c’è Clemente Mastella, leader di Noi di Centro e sindaco di Benevento. Mastella ha visto nella linea scelta da Fico un “affronto politico”: suo figlio, Pellegrino, eletto consigliere regionale con un gran numero di preferenze, rischia di restare fuori non solo dalla Giunta, ma anche dalla possibilità di un ruolo rilevante nell’esecutivo.

Mastella non ha nascosto il suo disappunto: «Ho preso tutti quei voti e Fico esclude mio figlio. Che triste fare politica così», ha dichiarato in un’intervista. Ha inoltre rincarato la dose: se Fico avesse avvertito per tempo della possibilità di un veto sugli eletti in Consiglio, non avrebbe candidato Pellegrino, per non «rischiare tutto» politicamente in una fase delicata.

Secondo Mastella, la scelta di escludere dalle nomine chi ha ottenuto un mandato elettorale diretto rappresenta una decisione che «restringe il campo largo» e che rischia di tradire l’obiettivo di rinnovamento tanto proclamato.

Le dichiarazioni di Mastella hanno già assunto i toni di un ultimatum: se «gli esterni» andranno in Giunta senza tenere conto dei consiglieri eletti, per lui la fedeltà a Fico diventa ‘‘negoziabile’’.

Da parte sua, Fico ha provato a rassicurare, sostenendo che la scelta di non nominare gli eletti direttamente non significa chiudere la porta alle forze politiche che lo hanno sostenuto. Tuttavia, per molti — e in particolare per Mastella — la delusione è forte, perché le promesse di “nuove energie” e “partecipazione” rischiano di tradursi in un esecutivo lontano dalla rappresentanza territoriale effettiva.

Nei prossimi giorni, quando la Giunta sarà formalmente composta, si capirà se  Roberto Fico, proclamato presidente in settimana, manterrà la linea annunciata – scegliendo tecnici o figure esterne ai consiglieri — o se, sotto la pressione delle forze che lo hanno sostenuto, aprirà qualche spazio anche per chi è stato eletto: magari non per Pellegrino Mastella, ma per altri volti “interna” alla coalizione.

Questa vicenda — che unisce una vittoria ampia alle urne, una dichiarazione di intenti forte, e subito una crisi politica interna — mette in luce la tensione tra due esigenze: il rinnovamento annunciato e la rappresentanza di chi ha conquistato con le urne un seggio, spesso con un consenso importante. Per molti in Campania, la prova del nove per la nuova amministrazione non sarà tanto il nome dei assessori, quanto la capacità di costruire una Giunta che dia voce reale al territorio, senza scartare la componente che con le preferenze ha permesso la vittoria.

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