Rosella Conticchio il romanzo d’esordio: Buon vento, amore mio
La storia di un amore che naviga controcorrente, tra dovere e passione
In uscita il 19 settembre 2025 per Fides Edizioni, il romanzo d’esordio di Rosella Conticchio immerge il lettore in una storia attuale e potente. Un racconto che esplora la forza di un amore capace di animare e poi stordire , nato dall’incontro tra due mondi considerati incompatibili nel cuore del Mar Mediterraneo.
La premessa è tanto drammatica quanto potente: durante un’operazione di salvataggio, gli sguardi di Aurora e Jamal si incrociano. Lei è una capitana di fregata della Marina militare italiana, una donna che incarna la struttura, il dovere e la forza. Lui è un giovane egiziano in fuga, un’anima in cerca di un futuro, che rappresenta la speranza e la vulnerabilità. Da questo incontro fortuito scaturisce una passione impetuosa e inaspettata , un legame che costringerà entrambi a confrontarsi con le proprie fragilità e a trovare un coraggio che non pensavano di possedere. Il loro amore diventa una moderna odissea che si dipana attraverso i continenti, un viaggio emozionante che li porterà a muoversi tra Europa, Africa e l’Oceano Indiano.

Buon vento, amore mio è un romanzo che scava in profondità nelle complesse dinamiche umane. Al centro della narrazione vi è il tema del potere salvifico dell’amore , inteso come unica forza in grado di generare una vera e propria rinascita. La storia, tuttavia, non ignora gli ostacoli quasi insormontabili che i due protagonisti devono affrontare, primo tra tutti una differenza di classi sociali che sembra rendere il loro legame impossibile. Attraverso la figura di Aurora, il libro celebra inoltre il coraggio di una donna determinata a lottare fino in fondo per ciò in cui crede, offrendo un ritratto femminile forte e complesso. L’intensità del loro legame è racchiusa in frasi cariche di desiderio: «Vorrei che tu mi baciassi tutta, che tu dessi una carezza, mille carezze, alla mia anima».
A rendere la narrazione ancora più toccante è la storia personale dell’autrice, Rosella Conticchio. Funzionaria in pensione della Commissione europea e profondamente legata alla città di Livorno , ha scritto questo romanzo in onore e ricordo del fratello Marco Conticchio, capitano di corvetta della Marina militare italiana, scomparso prematuramente a soli trentaquattro anni. Questa dedica personale infonde nel racconto un’autenticità e un’emozione palpabili, trasformando la finzione letteraria in un ponte verso la memoria.
L’impegno dell’autrice si manifesta infine in un gesto concreto di solidarietà: una parte dei diritti d’autore del libro sarà destinata a sostenere le attività di Caritas italiana. Un esordio che consacra Rosella Conticchio come una delle voci nuove più interessanti da seguire nel panorama letterario. Scopri altre storie su Plus Magazine!