Serata Cover, Venerdì 27 Febbraio
La serata cover è in generale la serata più attesa del festival, con tanti ospiti e momenti inattesi. Apre la serata Laura Pausini con un medley, segue poi la comicità di Alessandro Siani, e la luce portata dal sorriso di Bianca Balti, che ritorna al Festival dopo l’anno scorso, sempre con eleganza, forza e solarità.

Vincono la serata Dito nella Piaga con Tony Pitony e la loro The Lady Is a Tramp, per noi vittoria meritatissima. Performance da musical, accattivante, sbarazzina, ironica, ben riuscita. Il talento di entrambi per questa esibizione si è visto e hanno vinto meritatamente la serata. Da non dimenticare però, l’essenza di Tony Pitony che porta sul palco un “caco” e non aggiungiamo altro.


Noi della redazione di Plus Magazine abbiamo identificato i momenti più belli della serata. Elettra Lamborghini con la sua Asereje e Las Ketchup, con tanto di balletto. Lo stile di Elettra si fonde bene con quello delle Las Ketchup, l’esibizione risulta divertente e coinvolgendo facendo ballare tutti quanti.

Le Bambole di Pezza si esibiscono sul palco del Teatro Ariston con la canzone Occhi di gatto, accompagnate dalla grande da Cristina d’Avena.

Per Malika Ayane la canzone della serata cover è Mi sei scoppiato dentro il cuore di Mina, a 60 anni dalla sua uscita. Ospite d’eccezione è Claudio Santamaria.
Non da meno l’esibizione di Levante e Gaia, con il brano I Maschi, sensuale e magnetica. Le due hanno dimostrato di avere una bella chimica, in tutti i sensi visto il bacio finale che ha sorpreso ed emozionato.

Tredici Pietro che si esibisce a sorpresa con il padre Gianni Morandi, nel brano Vita di Lucio Dalla e Gianni Morandi. Gianni ammette di essersi sentito molto teso nell’esibizione, nonostante Sanremo possa essere definito casa sua, il figlio commenta scherzando alla domanda del padre su come fosse andato: “Secondo me sei andato molto bene. Si vede che l’hai fatta un paio di volte”.
Fulminacci sceglie Parole Parole con Francesca Fagnani recitando alcuni versi della canzone interpretata da Mina e Alberto Lupo. E dal pubblico qualcuno le urla: “Che belva ti senti?”.
È Andamento lento del 1988 la scelta di LDA e Aka 7even, che si esibiscono con l’autore Tullio de Piscopo. “Tullio, Tullio”, scandisce il pubblico dopo aver ballato in piedi, e LDA si commuove: “È tutto assurdo, grazie maestro”.

Raf si esibisce con i The Kolors nel brano The Riddle di Nik Kershaw, nell’arrangiamento firmato da Gigi D’Agostino nel 1999.
La band con cui J-Ax è sul palco del Teatro Ariston è composta da Cochi Ponzoni, Paolo Rossi, Ale e Franz e Paolo Jannacci. Insieme, il rapper e i suoi compagni rendono omaggio a Milano con una versione inedita di E la vita, la vita, storico brano firmato da Enzo Jannacci e Renato Pozzetto, portato al successo da Cochi e Renato nel 1974.
Scritto da Samuele Bersani, il brano En e Xanax è la scelta di Enrico Nigiotti, accompagnato da Alfa.
Bésame Mucho di Consuelo Velázquez è la cover che porta sul palco Serena Brancale, insieme a Gregory Porter e Delia.
Sayf, Alex Britti e Mario Biondi portano all’Ariston Hit the Road Jack, classico immortale del 1961 reso celebre da Ray Charles e pietra miliare del soul internazionale. Sul palco, nella band, anche la mamma di Sayf, e il cantante mostra anche il suo talento nel suonare la tromba.

Francesco Renga duetta con Giusy Ferreri in Ragazzo solo, ragazza sola, brano di David Bowie del 1982 eseguito in italiano su testo di Mogol, pubblicato nel febbraio 1970 come cover di Space Oddity con un testo totalmente differente dall’originale.
Caterina Caselli riceve il premio alla carriera e si interrompe, emozionata, mentre spiega quanto sia ancora attuale il messaggio di libertà di Nessuno mi può giudicare. E ai giovani lancia un messaggio forte e chiaro: “Sentitevi liberi dal giudizio”.
Quello che le donne non dicono è uno dei brani più celebri di Fiorella Mannoia, pubblicato nel 1987 e vincitore del Premio della Critica al Festival di Sanremo, scritto da Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone e arrangiato da Celso Valli. Nella serata delle cover lo interpreta Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma.
Dopo un piccolo problema tecnico, che Carlo Conti commenta con un “poteva toccare a Belen”, al via l’esibizione di Samurai Jay con Belén Rodriguez e Roy Paci: il brano è Baila Morena del grande Zucchero.
Sal Da Vinci e Michele Zarrillo si esibiscono in Cinque giorni, brano di grande intensità emotiva interpretato e portato al successo dallo stesso Zarrillo nel 1994.
Laura Pausini scende in platea a ringraziare il suo babbo che quando vinse il festival di Sanremo nel 1993, nella categoria delle nuove proposte, con il brano La Solitudine, lui non ci poté essere per via del lavoro. In modo poetico bacia il punto in cui Pippo Baudo la proclamò vincitrice.
Un altro omaggio a Gianna Nannini nella serata cover: Fedez, Marco Masini e il violoncellista croato Stjepan Hauser interpretano Meravigliosa creatura, brano del 1995.
Ermal Meta si esibisce con Dardust in Golden Hour, brano di Jvke del 2022.
Nayt e Joan Thiele si esibiscono in La canzone dell’amore perduto, brano scritto da Fabrizio De André e pubblicato nel marzo 1966 come lato A del 45 giri La canzone dell’amore perduto/La ballata dell’amore cieco (o della vanità).
Luchè e Gianluca Grignani cantano Falco a metà, brano dello stesso Grignani pubblicato nel 1995 come terzo estratto dal primo album in studio Destinazione Paradiso, scritto interamente dallo stesso artista e presentato al Festivalbar 1995, dove Grignani cantò senza microfono per protesta contro il playback.
Gianluca Grignani dopo la performance lancia una frecciatina alla Pausini, per via di quello che sta succedendo tra di loro sulla cover “La mia storia tra le dita”. “Sui fiori c’è il suo numero? Così la chiamo”. La cantante alla fine della performance non era presente sul palco, ma ha poi risposto così: “Ha il mio numero di telefono, non l’ho mai cambiato”.
Chiello si esibisce accompagnato al pianoforte da Saverio Cigarini in Mi sono innamorato di te, celebre brano di Luigi Tenco. Doveva originariamente duettare con Morgan, ma Chiello ha deciso di non portarlo sul palco, spiegando che non si è creata l’alchimia artistica necessaria e che il contributo di Morgan è tecnico da dietro le quinte.
Leo Gassmann e Aiello portano sul palco Era già tutto previsto, celebre brano di Riccardo Cocciante del 1975.
Finisce così una grande serata piena di talento e di emozioni.
A tutti un buon saremo dalla rivista Plus Magazine!
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Fonti: https://tg24.sky.it/spettacolo/musica/2026/02/27/sanremo-2026-quarta-serata-cover-scaletta-diretta