Storia nella storia presenta Diritto canonico digitale
Storia nella storia presenta Diritto canonico digitale. Archeoclub d’Italia con le sezioni di Avellino e di Apice (Bn) ha presentato sabato 22 febbraio nella Cripta del Duomo di Avellino, il testo Diritto canonico digitale.
Hanno preso parte all’incontro Ilenia d’Oria docente e presidente Archeoclub di Avellino, Alessio Errico presidente Archeoclub di Apice, Don Pietro Codori Presidente Tribunale Ecclesiastico Diocesano di Avellino, Paolo Palumbo professore associato Università Giustino Fortunato e Raffaele Santoro professore associato Università della Campania Luigi Vanvitelli, autori del libro, insieme a Federico Gravino dell’Università di Firenze assente causa malattia. Hanno partecipato anche Don Pasquale Iannuzzo Vicario Generale della Diocesi di Avellino, le musiche sono state a cura del Maestro e docente Elsa Maria Nigro, e le letture sono state a cura di Paolo De Vito attore e cantante. Ha moderato il giornalista Gianluca Amatucci.
Prima dell’inizio del dibattito ho avuto modo di scambiare qualche battuta con la presidente d’Oria.
Presidente parliamo delle iniziative proposte dall’Associazione Archeoclub di Avellino.
«Abbiamo inaugurato a ottobre questa rassegna culturale che sta riscuotendo molto successo, siamo molto soddisfatti. Si intitola Storia nella Storia perché abbiamo pensato di coniugare l’aspetto storico del luogo che ci ospita, che stasera è la Cripta del Duomo, con la storia dei personaggi che raccontano le loro pubblicazioni, mostre d’arte, espositive e fotografiche.»
Ogni volta, quindi, l’evento è legato a un luogo?
«Esattamente. Stasera avremo due insigni relatori che sono docenti universitari, i quali hanno scritto un libro, Diritto canonico digitale, che ha una tematica molto attuale dal punto di vista educativo, e ogni volta ci sposteremo per valorizzare e per far conoscere alle persone e, quindi, anche alle giovani generazioni i tesori nascosti della città di Avellino e dell’Irpinia.
Un’iniziativa condivisibile poiché spesso i luoghi storici e importanti della nostra storia sono spesso sconosciuti.
«La cultura è un unicum per cui è giusto che ci sia questa circolarità, questo abbraccio continuo, che raccolga sia l’aspetto letterario e, pertanto, culturale in senso ampio e, di conseguenza, quello artistico. Per cui l’iniziativa è un contenitore in cui converge tutto ciò che è rappresentativo della cultura.»
Questa sera è prevista la presentazione del libro Diritto canonico digitale che vedrà proprio la partecipazione di due dei tre docenti che lo hanno scritto.
«Sì, sono presenti i docenti, il moderatore Gianluca Amatucci, la visita guidata è affidata alla prof.ssa Antonella Botta, le letture sono a cura di Paolo De Vito che ormai fa parte della rassegna a pieno titolo e la prof.ssa Elsa Nigro eseguirà dei brani alla tastiera. Cerchiamo, quindi, di unire le diverse arti per cercare di suscitare anche degli effetti emotivi.»
Il prossimo incontro?
«Il prossimo incontro è previsto per il 20 marzo alla Biblioteca provinciale e parleremo di Leopardi napoletano.»
Grazie Presidente per la sua disponibilità.
Il testo Diritto canonico digitale offre molti spunti di riflessione. Il primo, secondo la Presidente d’Oria, è quello di fare ricordare le parole ecclesia ed evangelizzazione, quindi il senso comune dell’incontro che può avvenire anche grazie a un linguaggio più tecnico, senza demonizzare quello schermo che ci separa dagli altri. Ecclesia vuole dire essere chiamati tutti verso un’unica direzione.
Il libro è molto innovativo ed interessante e delinea, secondo il presidente Errico, i riflessi delle tecnologie digitali sull’ordinamento giuridico della chiesa cattolica.
Don Pasquale Iannuzzo pone il quesito se il diritto canonico possa avversare il mondo digitale. Come si pone l’uso della tecnologia in un mondo in cui la comunicazione è a portata di click? Abbiamo sicuramente necessità di educazione digitale e un libro come Diritto canonico digitale può essere un tramite in quanto esso guarda alla persona, alla realtà e fa comprendere come il diritto canonico cambia perché il mondo intorno a lui cambia. Non si può più ragionare con le vecchie categorie.
L’argomento che è stato trattato nel testo dal prof. Santoro è quello dell’intelligenza artificiale, in particolare la cosiddetta visione etica degli algoritmi. Il docente ha ricordato che, dietro sollecitazione di Papa Francesco, è stata firmata una dichiarazione di intenti che ha visto la collaborazione dei funzionari di Città del Vaticano con due partner tecnologici di primo livello: Microsoft e Ibm. La Pontificia Accademia per la Vita si è occupata in prima linea di stilare la carta, lo sviluppo di una riflessione sul versante delle nuove tecnologie proprio perché gli algoritmi devono includere valori etici.
La riflessione, quindi, va proprio verso l’impegno etico poiché se c’è etica esiste un argine ad alcune azioni.
È da ricordare anche che tutte le religioni, non solo quella cattolica, pongono il problema dell’etica dell’AI in quanto stiamo andando incontro alla convinzione che l’algoritmo diventi l’oracolo a cui si può chiedere di risolvere qualsiasi quesito senza poi verificare se la risposta sia giusta o meno.
Un’altra riflessione, per nulla scontata, a cui il Professore richiama è l’impronta ecologica della tecnologia: uno smartphone pesa forse tra i 100 e i 150 gr ma tutto ciò che gli consente di funzionare arriva fino anche a 50 Kg.
In tutte queste connessioni il diritto canonico può rappresentare una ricostruzione delle problematiche che ci accompagnano quotidianamente nella nostra vita.
L’estratto del professore Palumbo verte sul concetto che differenziare la chiesa analogica da quella digitale non sia possibile perché ormai ognuno di noi vive un’esistenza prolungata anche tramite il cellulare. Questo coinvolge totalmente alcune esperienze, le nostre occasioni, il nostro modo di essere e, allora, se il digitale coinvolge e condiziona il nostro modo di vivere, la nostra vita quotidiana, o noi pensiamo che la vita ecclesiale, la vita di Fede, sia diversa dalla vita quotidiana oppure automaticamente la vita di Fede è condizionata da quella digitale. Il libro ha dato risposta assolutamente affermativa perché la vita di Fede è condizionata dal digitale sempre tenendo presente che il punto di vista etico è imprescindibile, come anche il contatto umano. Nel libro si ragiona anche su tematiche sensibili come quella dei sacramenti e la conclusione è che dobbiamo sempre mettere in relazione la vita reale con quella virtuale.
Il mio è solo un parziale estratto dell’ampio e molto serio dibattito tenutosi nella Cripta ad opera di personaggi di cultura non solo religiosa ma anche sociale e tecnologica. Quest’ultima ormai è parte di noi e della nostra esistenza ma perché ci sia davvero utile dobbiamo ricordare sempre che siamo nati per essere persone e non macchine.
Le musiche eseguite dal M° Nigro sono Arioso di Bach, Sogno di Schumann e Gymnopedie di Satie mentre la visita guidata all’ipogeo della Cripta, nonché alcuni interventi sulla storia del luogo, sono stati a cura della prof.ssa Antonella Botta.
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