Arte – Parlare di Street Art è per me oggi un privilegio, dopo aver ideato e organizzato il progetto St.Art, Rassegna di Street Art realizzata nel mio paese San Michele di Serino, in provincia di Avellino.

È in questa occasione unica che mi sono approcciata dal vivo a un contesto come quello dell’arte di strada, vivendolo con incredibile trasporto.

E in un contesto così dinamico, fuori dalle righe e fuori da prototipi e regole, ho incontrato, fortunosamente, un gruppo di artisti, i writes, di grande genialità e prorompente vena creativa. Li nomino adesso per ricordarli con affetto, e gratitudine: Carlos Atoche, L.U. Alvarez, Luis Cutrone, Mr Toms, Yuri HOPNN, Gianni Giotto Spagnuolo, Teresa e Davide Brioschi, Diego Egon Z. e ovviamente tra questi Omer Federico Unia.

Con molto piacere conosciamo Omer.

L’Artista.

Laureato presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera, Federico Unia, nel campo del writing conosciuto come OMER, si forgia nella grande metropoli, meravigliosa e dannata, di Milano che l’ha stregato, affascinato e rapito, come una “bellissima e ambigua figura di donna”. Muove i primi passi spinto dalle contraddizioni di una città molteplice, anche se poi la sua espressione artistica, a lungo trattenuta in una sorta di incubazione contemplativa, è emersa in quel personalissimo linguaggio espressivo che oggi lo contraddistingue.

Federico trae ispirazione dalla reinterpretazione del concetto di poster per approdare, attraverso il filtro della street art, ad un proprio linguaggio che coniuga stili e modalità diversi, caratterizzato da una notevole sensibilità e libertà creativa. Dagli affichistes del Nouveau Realisme, dai combine- paintings di Rauchenberg, dalle riproposizioni d’icone – tipo di Andy Wharol, Omer approda a un modus operandi di opere ibride, Urban Pop.

Le sue realizzazioni sono sempre volte a rompere gli schemi della comunicazione perbenista e convenzionale, per irrompere con elementi solo in apparenza disturbanti.

Ad un’attenta lettura, le sue opere rivelano una contemplazione spesso profonda e mai banale o scontata, combinando insieme la lezione che gli proviene dallo studio dell’arte iconografica classica ed elementi della società attuale, affiancando stereotipi del linguaggio classico a elementi del mondo contemporaneo, sia esso musicale, artistico, politico o culturale. Come quando nella ‘mandorla celeste’ dell’iconografia classica il candido volto della Vergine è sostituito da quello nero di una bellissima donna.

Soggetto delle sue opere pittoriche sono le riflessioni dell’essere umano: le speranze, i tormenti, le promesse, i dubbi. Nel ricreare costantemente il flusso dell’evoluzione- involuzione, Omer ritrae l’ambiguità e la dicotomia dell’essere vivente, senza la quale il mondo non sarebbe ambivalente. L’unicità della sua opera è data proprio dall’ambiguità, ed è per questo che nello zoo delle sue creazioni al corpo umano attacca al collo teste di animali.

Gioca Omer nelle sue opere, divertendosi a creare collage di immagini, con tecniche diverse. L’impatto a colpo d’occhio è di una straordinaria creatività, che si lega all’utilizzo di tecniche diverse ma di fondo con una approfondita conoscenza di studi dell’arte classica e del figurativo.

Dall’assemble delle sue opere ne scaturisce una derivazione caotica della composizione  che rompe gli schemi e irrompe nella sua veemenza visiva.

Non è difficile storcere il naso di fronte a un’opera di Federico, perché è una visione di forte impatto, spesso ironica e per questo irriverente. Nello storcere il naso, però, vi è molta riverenza, nell’ammettere e riconoscere la sua preparazione, la sua conoscenza e lo studio che sono alla base dei suoi lavori.

La street art nasce nei sobborghi delle città, tanto che i murales sono nati per urlare nel buio della notte la reazione a tutto ciò che è sempre stato ritenuto sbagliato o disonesto soprattutto per certe classi sociali e culturali. E Federico inizia, da vero writer, a ‘imbrattare’ muri a muso duro, per farsi le ossa e protestare a dispetto di regole e privazioni. Non a caso è abilissimo a utilizzare gli spray, che sono ovviamente una costante nei suoi lavori – e non potrebbe essere diversamente- ma che poi mischia e affianca alle pitture a quarzo. Ma la variegata conoscenza delle tecniche pittoriche, gli consente di passare da uno stile all’altro e attingere, per questo, da mondi diversi.

Penso alle sue creazioni i cui soggetti provengono dal mondo dei fumetti e dei super-eroi, ma anche da icone del cinema come Marilyn. Non conosce confini il mondo di Omer, perché nel suo mondo i confini si mischiano, si accavallano e si annullano. Per questo la vergine maria ha il volto nero, San Michele Arcangelo lotta contro Dart Fener di guerre stellari, e Giuditta affonda il coltello per decapire il pagliaccio IT anzicché Oloferne. Insomma, il linguaggio di Omer può davvero spaziare tra epoche diverse mettendole in relazione in una dimensione spaziale e atemporale.

La forza comunicativa dei lavori di Omer travalica ogni buon senso grazie anche ai contrasti cromatici che derivano non solo dal mondo dei fumetti e dell’immaginario, ma chiaramente anche da quello del manifesto pubblicitario. Le opere- murales- slogan di Federico Unia richiamano tutta la potenza della pubblicità, del marketing e dell’advertising. Attualmente OMER, che vive e lavora a Milano, ha iniziato a collaborare con numerosi brand nazionali e internazionali,  tra cui LAPERLA, FIAT ABARTH, UNICREDIT, INTER MILANO.  www.omerart.it

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