Lavoro e sicurezza

Stress lavoro-correlato: un rischio invisibile ma reale

Valentina Luisa Lapelazzuli

Valentina Luisa Lapelazzuli

Account Manager di Formatiora, esperti nel settore della sicurezza sul lavoro, specializzata nella gestione e fidelizzazione dei clienti attraverso soluzioni mirate. Mi occupo della comunicazione digitale, sviluppando contenuti informativi e grafiche professionali per rafforzare la presenza aziendale online. Attraverso blog tecnici e materiali divulgativi, contribuisco alla diffusione di una cultura della sicurezza. Empatica, creativa ed orientata alla soluzione, trasformo idee innovative in progetti concreti, costruendo relazioni di fiducia con un approccio pratico e proattivo.

Stress lavoro-correlato: un rischio invisibile ma reale.

La sicurezza sul lavoro è da sempre una priorità per le aziende, con politiche e procedure pensate per proteggere i lavoratori da infortuni fisici. Tuttavia c’è un altro tipo di rischio, che spesso viene trascurato, altrettanto dannoso: lo stress lavoro-correlato. Sebbene non sia visibile come una frattura ossea o una ferita aperta, il suo impatto può essere devastante, non solo sulla salute psicologica dei dipendenti ma anche sulla loro capacità di operare in modo sicuro ed efficiente.

Ecco di seguito alcune utili informazioni per i lettori di Plus Magazine.

Il lato oscuro del lavoro: stress e incidenti

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo stress lavoro-correlato è definito come: una condizione di stress che si verifica quando le richieste lavorative superano le capacità di un individuo di farvi fronte. Questo tipo di stress non solo influisce negativamente sulla qualità della vita lavorativa ma può anche avere conseguenze dirette sulla sicurezza sul posto di lavoro. Pensiamo ai turni massacranti, a ritmi di lavoro frenetici e a un ambiente ostile: tutti fattori che diminuiscono la concentrazione e compromettono la capacità di prendere decisioni rapide. Quando il corpo e la mente sono costantemente sotto pressione, il rischio di errori aumenta. In un contesto industriale, per esempio, una distrazione anche di pochi secondi può causare incidenti gravi, con danni fisici irreversibili. Il dato è preoccupante: secondo una ricerca pubblicata dal Journal of Occupational Health Psychology, il rischio di incidenti aumenta del 30% nei lavoratori che soffrono di stress elevato.

Il ruolo dei ritmi lavorativi

Una delle principali cause dello stress lavorativo è la gestione dei turni e dei ritmi di lavoro. I turni notturni, le lunghe ore di lavoro senza adeguate pause e la scarsa flessibilità nei tempi possono incidere pesantemente sulla salute mentale e fisica. La ricerca dell’International Labour Organization (ILO)

ha evidenziato come il lavoro su turni influisca negativamente sul benessere psicologico, portando a un incremento dei disturbi del sonno e dei livelli di ansia.

L’ambiente di lavoro: un fattore cruciale

Un ambiente di lavoro ostile, in cui la comunicazione è scarsa, la competitività è esasperata e il supporto psicologico è inesistente, può favorire il diffondersi dello stress. L’ambiente può contribuire enormemente a creare un’atmosfera di disagio che rende difficile concentrarsi e prendere decisioni tempestive.

Un esempio pratico è quello di un’azienda che opera nel settore dei trasporti. I lavoratori, sottoposti a lunghe ore di guida e a turni estenuanti, hanno visto un aumento significativo degli incidenti stradali e delle problematiche di salute, legate non solo alla fatica fisica, ma anche alla forte pressione psicologica. In questo caso, la mancanza di una gestione ottimale dello stress ha portato a un incremento degli incidenti, con una correlazione diretta tra la condizione di stress e il numero di sinistri.

Le aziende e la responsabilità: perché agire è fondamentale

Le aziende non possono più ignorare il problema dello stress lavoro-correlato. È fondamentale che si attivino per adottare politiche aziendali che tutelino la salute mentale dei lavoratori. Alcune aziende stanno già investendo in programmi di supporto psicologico, consulenze specializzate, corsi di gestione dello stress e miglioramenti nei modelli organizzativi, cercando di promuovere un equilibrio tra vita privata e vita lavorativa.

Uno studio condotto da Deloitte nel 2020 ha rivelato che le aziende che implementano programmi di benessere psicologico vedono una riduzione del 25% dei tassi di assenteismo e un miglioramento del 40% nella produttività dei dipendenti. Inoltre, secondo il National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH), le aziende che promuovono il benessere mentale vedono anche una diminuzione degli infortuni sul lavoro, poiché i dipendenti sono più concentrati e meno inclini a commettere errori.

STRESS SUL LAVORO 2

Il benessere mentale è parte della sicurezza

È quindi chiaro che il benessere psicologico non può più essere visto come una questione separata dalla sicurezza. Se un lavoratore non è in grado di gestire lo stress o di riconoscere i segnali di un esaurimento imminente, il rischio di errore aumenta, mettendo a repentaglio la sua sicurezza e quella dei colleghi. Le aziende devono non solo adottare politiche per ridurre lo stress, ma anche promuovere una cultura del benessere. In tal modo, i dipendenti potranno sentirsi supportati e protetti, in un ambiente che valorizza non solo la produttività, ma anche la salute mentale.

 

Chiediti: il mio ambiente di lavoro è sano?

Il benessere mentale è una parte integrante della sicurezza sul lavoro. Se noti segnali di stress come ansia, irritabilità, difficoltà di concentrazione o stanchezza cronica è essenziale intervenire subito. Le aziende devono creare spazi sicuri in cui i dipendenti possano parlare dei loro problemi e ricevere supporto.

Fai un passo indietro e chiediti se il tuo ambiente di lavoro è davvero sano? Se noti segnali di stress, non aspettare che il problema peggiori, contattaci e ti guideremo alla risoluzione dei tuoi problemi aziendali. Agisci ora e proteggi il tuo benessere prima che sia troppo tardi.

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