Nonostante si parli molto dei vaccini Anti covid, non c’è ancora chiarezza sul loro meccanismo d’azione e su cosa li differenzi l’uno dall’altro, scopriamolo insieme.

Salute – La pandemia COVID-19, ha avuto e ha tuttora un enorme impatto su scala planetaria in termini  sanitari (tasso  di mortalità e devastante impatto sui sistemi sanitari), economici (caduta del Prodotto Interno Lordo, calo delle attività produttive e commerciali e dei redditi familiari) e sociali (distanziamento fisico e sociale, lavoro da remoto, didattica a distanza).

Quando avrà fine la pandemia prodotta dal nuovo coronavirus scoperto a Wuhan nel gennaio del 2020?

A questa domanda sicuramente è quasi impossibile fornire una risposta , ma si può affermare che ad oggi è finalmente disponibile una potente arma contro questo nemico invisibile: i vaccini.

Inizialmente sembrava impensabile avere a disposizione un vaccino efficace e sicuro entro 1 anno, ma i passi da gigante compiuti negli ultimi anni nell’ambito  della bioingegneria, della bioinformatica e nell’applicazione dell’intelligenza artificiale, hanno fatto sì che, straordinariamente, nell’arco di un solo anno si sia arrivati a disporre di un’arma efficace e sicura contro il Covid-19.

I vaccini autorizzati in Europa ad oggi sono 4:

due sviluppati su piattaforma a RNA (Comirnaty di Pfizer/ Biontech  e SpikeVax di Moderna) e due basati su vettore virale adenovirus ricombinante non replicante (Vaxzevira di AstraZeneca e Janssen di Johnson&Johnson).

La grande differenza tra i due tipi di vaccini disponibili contro il SARS-Cov2 consiste nella modalità con cui  essi inducono l’organismo alla produzione di anticorpi specifici da parte del sistema immunitario e, di conseguenza,  alla protezione contro il virus.

Nei vaccini a RNA (Pfizer e Moderna) vengono utilizzate delle molecole di RNA messaggero chiamate mRNA. Esse consegnano all’organismo un “messaggio” per produrre la cosiddetta proteina Spike del nuovo coronavirus.

Ricevuto il messaggio, le cellule preposte, iniziano a produrre la proteina Spike, che è la chiave di accesso del SARS-Cov2 e quindi da sola è totalmente innocua. Si induce così il sistema immunitario a conoscere il virus , sintetizzare gli anticorpi ed essere pronto a difendersi.

Poco dopo aver consegnato il messaggio, l’mRNA si degrada naturalmente.

I vaccini a vettore virale ad Adenovirus (AstraZeneca e Johnson&Johnson), utilizzano appunto come ‘vettore’ un virus modificato e reso incapace di riprodursi e infettare l’ospite. Esso è in grado però di portare alle cellule immunitarie l’informazione della proteina Spike.

Il virus scelto per il trasporto delle informazioni è appartenente alla famiglia degli Adenovirus, che comunemente sono responsabili del raffreddore.

Dopo aver svolto la sua funzione, il virus presente nel vaccino viene facilmente eliminato dall’organismo.

Ma quanto sono efficaci i vaccini anti Covid?

Comirnaty di Pfizer/Biontech: ha un’efficacia di oltre il 95% si somministra in due dosi da 0,3 ml a 21 giorni di distanza e ad oggi è l’unico che può essere somministrato dall’età di 12 anni, la protezione completa si ottiene dopo circa una settimana dalla seconda dose.

SpikeVax di Moderna: ha un’efficacia del 94%; si somministra in due dosi da 0,5 ml a 28 giorni di distanza. Approvato solo per i maggiorenni, La protezione completa di ottiene dopo circa due settimane dalla seconda dose.

Vaxzevira di AstraZeneca: ha un’efficacia di circa il 76% dopo 21 giorni dalla prima dose e di circa il 95% dopo 15 giorni dalla seconda. Tra le 8 e le 12 settimane dalla prima, disponibile solo dopo i 18 anni di età.

Janssen di Johnson&Johnson: unico vaccino monodose, tra quelli approvati dall’ EMA, mostra un’efficacia, tra la popolazione maggiorenne, di circa il 66% dopo 14 giorni della somministrazione che arriva all’ 85% dopo 28 giorni.

L’arrivo di vaccini anti-Covid è certamente una buona notizia che ci fa intravedere una luce in fondo al tunnel. Quello che è certo è che, fino al raggiungimento di una immunità di gregge prodotta dalla vaccinazione di massa. Quindi almeno l’ 80% della popolazione, dovranno essere mantenute tutte le precauzioni anti-contagio che abbiamo imparato ad attuare nell’ultimo anno. La strategia deve essere duplice e attuata in sinergia: mitigare la diffusione del virus e vaccinare estensivamente e rapidamente la popolazione.

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