Verdi al San Carlo: Un Ballo in Maschera da Standing Ovation
Una produzione “grandiosa, vasta e bella” è andata in scena al Teatro San Carlo con un ballo in maschera di Giuseppe Verdi. L’allestimento, proveniente dal Teatro Regio di Parma, ha segnato un vero e proprio trionfo vocale grazie a un cast stellare, con l’atteso debutto napoletano di Anna Netrebko nel ruolo di Amelia.
L’opera, la cui genesi fu travagliata dalla censura borbonica, torna in scena con un’edizione che celebra la migliore tradizione del melodramma italiano. L’allestimento, è stato curato da Massimo Pizzi Gasparon Contarini che ha reinterpretato la storica visione di Pierluigi Samaritani (Parma, 1988-89), distinguendosi per la sua fedeltà drammaturgica e un’estetica che bilancia la leggerezza del grand-opéra francese con suggestioni gotico-britanniche e un umorismo quasi shakespeariano, in perfetta sintonia con le sfumature volute da Verdi.
Grand-opéra francese
Il grand-opéra francese è un genere lirico nato nella prima metà del XIX secolo, caratterizzato da una sontuosa messa in scena, grandi apparati scenografici, balletti, cori imponenti e trame spesso storiche o epiche.
La regia ha incantato con scenografie imponenti e ricche citazioni pittoriche, trasformando i quadri in autentiche opere d’arte. Dalla sala di Riccardo in stile Velázquez, alla grotta tenebrosa di Ulrica (con richiami a Caravaggio), fino al campo desolato del secondo atto che evoca un romanticismo alla Friedrich. Luci taglienti, costumi raffinati e coreografie misurate di Gino Potente (eseguite dagli allievi della Scuola di Ballo) hanno contribuito a creare un impatto visivo di prim’ordine.


Ph. Luciano Romano
Pinchas Steinberg, sul podio, ha diretto l’Orchestra e il Coro della Fondazione (ottimamente preparato da Fabrizio Cassi) con rigore teutonico e lucidità implacabile. Il suo Verdi, di chiara matrice mitteleuropea, ha esaltato trasparenza timbrica e controllo strumentale, offrendo momenti di altissima tensione drammatica, in particolare nel fugato della congiura e negli accordi strappati all’ingresso di Ulrica.
Il Poker d’Assi Vocale
L’entusiasmo del pubblico, che ha fatto registrare il tutto esaurito, è stato pienamente giustificato dalla qualità del cast.
La diva Anna Netrebko ha offerto un’Amelia di grande statura tragica, gestendo con maestria il passaggio da una vocalità inizialmente scura e potente a un canto sublime, ricco di pianissimi e filati nell’aria “Ma dall’arido stelo divulsa”. Il suo apice emotivo è giunto con la toccante preghiera del terzo atto (“Morrò, ma prima in grazia”), salutata da un’ovazione.
Al suo fianco, il baritono Ludovic Tézier è stato un Renato di rara intensità. La sua esibizione ha coniugato potenza e introspezione, teatralizzando ogni singola parola. Dopo un’impeccabile cavatina (“Alla vita che t’arride”), ha toccato il vertice interpretativo nella celeberrima “Eri tu che macchiavi quell’anima”, un mix tonante di rabbia e nostalgia.
Il tenore Piero Pretti ha dato voce a Riccardo, con un timbro terso e un metallo compatto dimostrando duttilità ed eleganza. Ha brillato nella sua aria di sortita (“La rivedrà nell’estasi”) e ha mantenuto intatta la proiezione vocale fino al duetto e al finale, incarnando con bravura l’eroe che sfida il destino.
Una menzione d’onore spetta al mezzosoprano Elizabeth DeShong, al suo acclamato debutto al San Carlo nel ruolo di Ulrica. La sua “Re dell’abisso, affrettati” è risuonata tellurica, con gravi opulenti e perfettamente calibrati, dominando la scena con carisma fatale.
Unica nota di discontinuità è stata la performance del soprano leggero Cassandre Berthon (Oscar), la cui resa è apparsa a tratti forzata e penalizzata dal ritmo incalzante di Steinberg, pur in possesso di un timbro brillante. Ottime le prove di Romano Dal Zovo e Adriano Gramigni (Samuel e Tom), e dei comprimari, tra cui il promettente allievo dell’Accademia Maurizio Bove (Silvano). Un’esecuzione che si colloca tra le migliori degli ultimi anni al San Carlo. Al termine, applausi ininterrotti hanno celebrato il trionfo dei quattro protagonisti assoluti: Netrebko, Tézier, Pretti e DeShong.
Continua a seguire Plus Magazine!