Verso Budapest per sperare
Nuovo incontro tra Trump e Putin, dopo il meeting di ferragosto in Alaska si riprova Probabile incontro tra Putin e Trump in Ungheria la strada verso Budapest per sperare in una base per porre la pace.
L’annunciato vertice tra Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, e Vladimir Putin, presidente della Russia, promosso per svolgersi a breve a Budapest – capitale dell’Ungheria – ha acceso il dibattito geopolitico in Europa e nel mondo. Il dialogo tra i due leader è stato definito “molto produttivo” da parte americana, con Trump che ha annunciato che «ci vedremo a Budapest» per cercare una soluzione alla guerra in Ucraina. La scelta di Budapest come sede del possibile incontro non è casuale. Il governo ungherese guidato da Viktor Orbán ha rapporti molto stretto – almeno sul piano diplomatico – sia con gli Stati Uniti che con la Russia, o almeno questa è la lettura del Cremlino.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: mettere fine alla “ingloriosa” guerra tra Mosca e Kiev, un conflitto che dura ormai da anni e che ha causato immense perdite umane e materiali.
Nonostante l’annuncio, permangono diverse incognite che rischiano di far saltare il vertice:
La posizione della International Criminal Court (ICC), che ha emesso un mandato di arresto nei confronti di Putin per presunti crimini di guerra. Ciò pone una questione legale per un suo eventuale ingresso in territorio europeo.
L’aria di scetticismo che proviene da diversi paesi dell’UE: ad esempio, la Germania ha già espresso dubbi sulla reale utilità dell’incontro, e Bruxelles teme che il summit possa minare l’unità dell’Unione europea nelle politiche verso la Russia.
Il viaggio del presidente russo non è privo di ostacoli: attraversare spazi aerei di Stati membri dell’UE – tutti soggetti al mandato ICC – implica complessità logistiche e politiche.
Il Volodymyr Zelenskyy – presidente dell’Ucraina – ha dichiarato di essere disponibile a partecipare all’incontro tra Trump e Putin, ma solo se invitato e se trattato come parte essenziale del negoziato, visto che è il Paese maggiormente colpito dal conflitto.
The Moscow Times. ha inoltre espresso riserve riguardo la scelta dell’Ungheria come sede, sottolineando che il governo ungherese ha tenuto una posizione controversa rispetto all’aggressione russa.
Nonostante l’annuncio iniziale – con Trump che parlava di “due settimane circa” per il vertice, le trattative stanno subendo un rallentamento. Le dichiarazioni più recenti segnalano che al momento non ci sono piani concreti immediati per realizzare l’incontro.
La realizzazione del vertice potrebbe rappresentare un colpo mediatico importante, una svolta diplomatica se davvero si arrivasse a un accordo significativo. se invece il vertice dovesse essere rinviato o cancellato: difficoltà logistiche, legali e politiche potrebbero portare a posticipare o annullare l’incontro. Nel caso di un incontro formato “minore”: invece della partecipazione diretta dei due presidenti, si potrebbe optare per un tavolo di negoziatori, come suggerito dalle discussioni tra ministri degli esteri.
Questo tentativo di summit tra Trump e Putin – con l’Ungheria come teatro – è simbolico e strategico al tempo stesso. Simbolico perché segna un approccio diverso rispetto alla linea prevalentemente “conflittuale” verso la Russia adottata da molti Paesi occidentali. Strategico perché si gioca su rapporti personali, investimenti diplomatici e potenziali accordi di pace. Tuttavia, la strada è ancora tortuosa: tra mandati di arresto internazionali, alleanze europee fragili e interessi divergenti, il vertice resta molto incerto.
Verso Budapest per sperare nella cessazione delle ostilità, riuscirà la missione diplomatica dei due maggiori leader mondiali? Seguiteci su Plus Magazine per ulteriori informazioni.