Alice nel paese delle parole

Villa Poppea l’evento Archeoclub

Elena Opromolla

Elena Opromolla

Ex docente di Lingua e letteratura italiana i miei interessi sono molteplici e spaziano dall'attualità, alle recensioni, dalla politica agli eventi culturali. Ho conseguito diversi premi letterari e ho partecipato a festival del libro nazionali e internazionali.

L’8 marzo 2025 l’Archeoclub di Avellino ha aderito alle iniziative previste dal Parco Archeologico di Pompei per la Giornata Internazionale dedicata alla donna.

L’Archeoclub d’Italia di Torre Annunziata “Mario Prosperi” ed il Gruppo Storico Oplontino hanno pianificato itinerari guidati,  gratuiti per le donne, nella Villa di Poppea con la rappresentazione di un matrimonio romano e la lettura di versi di poeti latini dedicati all’amore e al mondo femminile.

Il sito

Nel cuore di Torre Annunziata mirabili scavi archeologici valorizzano  la città:  Oplontis  riemerge dalle ceneri e dalla lava che la sommerse insieme a Stabia, Pompei ed Ercolano. All’uscita della stazione della Circumvesuviana, attraverso poche centinaia di metri, si raggiunge Via Dei Sepolcri, dove una recinzione in ferro protegge il sito che si sviluppa su una superficie sottoposta rispetto all’ingresso. Dall’alto la vista abbraccia le colonne d’epoca romana della struttura imperiale perfettamente conservate, mentre il passo conduce il visitatore in un viaggio nel tempo, anche attraverso la visione degli strati di lava che sembrano incombere sui resti della maestosa dimora.

La storia

Le prime scoperte risalgono al XVIII secolo sotto il regno di Carlo III  di Borbone durante gli scavi di Ercolano, poi la definitiva scoperta dell’area avviene durante i lavori di urbanizzazione della città di Torre Annunziata e nel 1964 iniziano le opere di scavo. Il ritrovamento di un’anfora con la iscrizione Secundus, schiavo di Poppea hanno indotto gli archeologi ad ipotizzare che la struttura sia appartenuta proprio a Poppea Sabina.

La struttura

Si tratta di un complesso costruito tra il I secolo a. C. ed il I secolo d.C., esteso 10.000 mq. ed ubicato lungo la costa campana dove gli aristocratici romani si facevano costruire le loro ville lontano dagli affanni del Foro e dalle turbolenze dell’Urbe.

Durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. la villa era probabilmente disabitata per lavori di ristrutturazione di alcuni ambienti. Essa segue lo schema di una villa marittima con un grandissimo peristilio, un’ immensa piscina, un triclinio e bagni termali privati, muniti di un sistema di riscaldamento ipocausto. Le pareti sono affrescate con decorazioni illusionistiche di paesaggi e architetture immaginati tali da creare effetti tridimensionali. I rossi, i gialli e i blu intensi confermano che si tratta di un’abitazione di lusso. Le pareti presentano le tre tipologie di muri di epoca romana: l’opus incertum, l’opus reticulatum e l’opus latericium. I pavimenti ondulati a causa delle scosse che precedettero l’eruzione del 79, sono ricoperti da splendidi mosaici in cui le migliaia di tessere creano motivi tutti diversi. Guardandoli non si può non pensare alla pazienza ed alla bravura delle maestranze che li realizzarono.

Poppea Sabina

Durante la sua breve esistenza Poppea Sabina seppe imporsi alla corte imperiale e per la sua bellezza e per la sua ambizione. Nata nel 30 d.C. da una famiglia aristocratica, dopo aver contratto due matrimoni con Rufrio Crispino prima e con M. Savio Otone poi, amico intimo di Nerone, riuscì a sposare l’imperatore nel 62 d.C. Secondo gli storici Tacito e Svetonio ebbe due gravidanze concluse tragicamente e fu complice dell’ omicidio della suocera Agrippina, che ostacolava la relazione tra lei ed il figlio. Morì nel 65, probabilmente per un calcio nel ventre che Nerone le diede.