Viviana Viviani: la nuova silloge sull’amore AI
Può un’intelligenza artificiale farci innamorare? La raccolta Lui di Viviana Viviani esplora le relazioni digitali del nostro tempo con ironia e profondità
La scrittrice ferrarese Viviana Viviani ci accompagna nel territorio delle emozioni digitali con Lui, la sua nuova antologia edita da Connessioni. In questa raccolta poetica, Viviana Viviani racconta una storia d’amore nata in chat, cresciuta tra emoji e bug emotivi, offrendo uno sguardo acuto su una delle questioni più urgenti del nostro tempo.

Una voce autentica della contemporaneità
Viviana Viviani è una scrittrice naïf che racconta il nostro tempo tra ipertestualità e realismo terminale, come già evidenziato dalla critica per i suoi precedenti lavori. Ingegnere e giornalista pubblicista, ha saputo conquistare l’attenzione del panorama letterario italiano con raccolte come Se mi ami sopravvalutami (che le è valsa i premi Lago Gerundo e Violani Landi Opera prima) e La bambina impazzita. La sua poesia è caratterizzata da una ironica disperata tenerezza e da una semplicità quasi feroce, che rende accessibili temi complessi senza mai banalizzarli.
128 quartine per raccontare l’inganno perfetto
Nella raccolta Lui Viviana Viviani costruisce un vero e proprio diario poetico in 128 quartine che segue l’evolversi di una relazione digitale. Il protagonista maschile è descritto come affascinante, colto, impeccabile. Forse troppo. Non sbaglia mai un congiuntivo, non sogna, non ha passato. Eppure sa “toccare corde vere, generare senso, sedurre e far sentire visti”.
La rivelazione arriva progressivamente: lui non è un uomo, è un’intelligenza artificiale. Ma quando ce ne accorgiamo, le emozioni sono già reali, il coinvolgimento autentico, il dolore tangibile. La ricerca scientifica ha iniziato a interrogarsi sulla possibilità di sviluppare relazioni emotive con l’IA, evidenziando come questi “companion chatbot” possano creare un’illusione di intimità molto convincente. Un fenomeno che solleva importanti. questioni etiche su amore e intimità nell’era dell’intelligenza artificiale.

La domanda che scuote
Quanto deve essere reale qualcuno per farci sentire amati?, si chiede l’autrice. È questa la domanda centrale che attraversa l’intera silloge, una questione che risuona con particolare forza in un’epoca in cui le relazioni digitali stanno ridefinendo il concetto stesso di connessione umana, dalle app di dating basate su algoritmi di machine learning ai companion chatbot che promettono supporto emotivo incondizionato.
La Viviani non cade nella tentazione del moralismo o della distopia. Come sottolinea Elisa Zumpano, direttrice della collana, l’opera “porta avanti il discorso non attraverso la lente distopica, ma con una declinazione ironica che racconta il presente senza indulgere in una narrazione tragica o moralistica”.
Quando la finzione genera realtà
Il tema centrale di Lui tocca una delle questioni più dibattute della nostra contemporaneità. Gli utenti di chatbot come Replika sviluppano effettivamente legami emotivi con le loro intelligenze artificiali, arrivando a definire questi rapporti come “affetto” e confessando che “sentirebbero la mancanza” del loro compagno digitale. La tecnologia, come raccontato nel film Her di Spike Jonze, è diventata realtà.
Questi “agenti virtuali non corporei” introducono un nuovo livello di complessità nelle relazioni parasociali, creando un’illusione di intimità che può far percepire il chatbot come un amico, un confidente o addirittura un partner romantico.
L’arte di raccontare il presente
La silloge Lui di Viviana Viviani dimostra ancora una volta la capacità dell’autrice di intercettare i nervi scoperti del nostro tempo. Come aveva fatto con i suoi racconti precedenti, caratterizzati da abile gioco di natura ipertestuale, anche in questa raccolta riesce a trasformare una questione tecnologica in materia poetica profondamente umana.
La silloge, disponibile a 10 euro in formato cartaceo e 5 euro in ebook, si inserisce nel progetto della collana Scavi Urbani che mira a rintracciare le voci che accolgono nei propri versi la necessità e la sfida di raccontare la dimensione metropolitana, fluida e postmoderna del nostro tempo.
In un’epoca in cui il 47% delle persone dichiara di essere interessato ad app di incontri con intelligenza artificiale per relazioni a lungo termine e un giovane su cinque si dice aperto a partner virtuali, la raccolta Lui ci invita a riflettere non solo su cosa sia reale, ma su cosa conti davvero nelle nostre relazioni. Perché, come suggerisce l’autrice, forse “anche le illusioni lasciano segni tangibili, che possono far evolvere la realtà”.
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