Welike – Conoscete l’irpinia? E’ la Terra di transito che collega il mar Tirreno e il mar Adriatico. E’ la terra dei parchi naturali, delle chiese, dei monumenti e delle tradizioni enogastronomiche. Oggi mi sono fermato in un borgo che mi ha affascinato e coinvolto: Volturara Irpina. Decido di passeggiare un po’ per il borgo, le sue viuzze le a sua struttura urbana mi lascia compiaciuto. E’ esattamente così come lo immaginavo! E’ un borgo tutto da scoprire, per la sua ricchezza paesaggistica, per la sua storia e le sue eccellenze gastronomiche. 

Il borgo si trova alle pendici del Monte Terminio. Una meta molto interessante per chi ama la natura, che qui è rimasta incontaminata. L’ambiente agrario e forestale è rimasto fermo nel tempo e per questo motivo decido di visitare un museo cittadino dedicato alla memoria. Qui si conserva la storia e si valorizza la cultura contadina di un passato che è ancora ben presente e per questa ragione ho accettato l’invito degli anziani del luogo che mi hanno consigliato di conoscere il famoso il fagiolo quarantino. 

Il fagiolo quarantino è definito l’oro bianco di Volturara Irpina, tant’è che è un prodotto privilegiato. Ciò grazie al territorio e soprattutto al clima. La semina del fagiolo quarantino avviene nel periodo di maggio e si chiama quarantino perché il processo di maturazione, dal momento in cui esce il bacello, dura 40 giorni. Dopo la raccolta viene battuto attraverso uno strumento che in dialetto volturarese si chiama “Muillo”. 

Ma in questa area non si produce solo il fagiolo. Ho conosciuto dei produttori caseari di vera eccellenza. Ho assaggiato i loro prodotti e ne sono rimasto colpito per la loro delizia: caciocavalli, mozzarelle, formaggio al peperoncino e tanto altro, una vera festa per il mio palato!  La produzione è favorita da una serie di fattori molto importanti tra cui la grande esperienza di chi da tanti anni ogni giorno produce con passione. Proseguo il mio cammino verso l’area pic-nic la “valle del drago”; è un’area molto conosciuta è frequentata. Qui faccio amicizia con la chef Patrizia Imperiale: “le mie radici partono da questa terra. Mi sono sempre cimentata in cucina sin da piccola con i prodotti del nostro territorio, tra cui ovviamente il nostro fagiolo quarantino e i caciocavalli e  salumi che la nostra terra può vantare. Nel tempo mi sono cimentata anche nei piatti gourmet, ma la mia passione resta quella contadina di una cucina povera”. 

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