Zampogne e tradizione: l’Irpinia in festa
SAN MICHELE DI SERINO (AV) – Torna il 14 settembre uno degli appuntamenti più sentiti dagli appassionati di musica popolare: il Raduno di zampogne, ciaramelle e strumenti tradizionali, giunto quest’anno alla sua settima edizione. La manifestazione, di rilievo regionale, è promossa dall’associazione culturale Rosamarina “M. Venezia”, guidata dal presidente Pietro Giliberti, e si svolgerà nel cuore dell’Irpinia, a San Michele di Serino, riunendo musicisti provenienti da tutta Italia – con presenze già confermate da Cilento, Abruzzo, Molise, Calabria e Sicilia.
La direzione artistica è affidata a Roberto D’Agnese, figura di riferimento nel panorama della musica etnica. La giornata sarà interamente dedicata alla valorizzazione del patrimonio sonoro e rituale delle terre del Sud, con uno spirito di festa, condivisione e memoria storica.

Il programma della giornata
Le attività prenderanno il via alle ore 9.00 con l’accoglienza e la registrazione dei suonatori. Seguirà l’ormai tradizionale “musica in libertà” per le strade del borgo: una vera e propria jam session popolare, senza scalette né spartiti, dove gli strumenti si intrecciano in un dialogo spontaneo e coinvolgente. I cittadini e i visitatori saranno invitati a partecipare attivamente con canti e balli.
Alle ore 12.00 è prevista la benedizione degli strumenti musicali presso la Chiesa di San Michele Arcangelo, a cui seguirà l’omaggio dei suonatori al santo patrono del paese.
Non mancherà un momento conviviale: il pranzo comunitario in Via Roma, a cura dell’Associazione Cuochi Avellinesi (ACA), sarà occasione per degustare specialità gastronomiche del territorio, in un’atmosfera di festa popolare.
Nel pomeriggio, a partire dalle ore 16.00, si terrà l’esibizione ufficiale dei suonatori, la consegna di gadget ricordo a tutti i partecipanti e, a conclusione della giornata, il saluto finale con l’estrazione dei premi della lotteria.
Un evento che affonda le radici nella storia
Il Raduno di zampogne, ciaramelle e strumenti tradizionali, istituito nel 2019, nasce dal desiderio di recuperare e tramandare le tradizioni musicali e religiose dell’Irpinia. Un riferimento fondamentale è la pratica della novena – diffusa negli anni Cinquanta – che vedeva coppie di suonatori recarsi a Napoli con zampogne e ciaramelle per accompagnare, con canti e melodie, le preghiere in preparazione del Natale o per chiedere una grazia. Un rito di origine medievale che trova fondamento nel ciclo di nove giorni trascorsi in preghiera dagli Apostoli e dalla Vergine Maria nel Cenacolo, in attesa della Pentecoste.
In alcune aree interne dell’Irpinia, la tradizione delle zampogne assumeva forme simboliche fortemente legate al territorio: è il caso della Rosamarina, rito pasquale che prevedeva la donazione ai fedeli di una frasca di rosmarino o di agrumi, accompagnata da canti devozionali. Il nome stesso dell’associazione organizzatrice è un omaggio a questo antico simbolo di rinascita e fede.

La didattica al centro: corsi di strumenti tradizionali
Per promuovere la conoscenza e la pratica della musica popolare, l’associazione Rosamarina ha avviato da tempo anche un’attività didattica stabile. Il 15 febbraio scorso si è svolto l’open day della Scuola di strumenti e tradizioni popolari, che offre corsi di zampogna, ciaramella, tammorra e organetto, rivolti a giovani e adulti.
«Il nostro obiettivo – afferma Pietro Giliberti – è coinvolgere le nuove generazioni e far comprendere che questi strumenti non appartengono solo al repertorio natalizio, ma sono espressione viva di un’identità culturale che va custodita e rilanciata».
Piero Ricci, ambasciatore della zampogna nel mondo
Un esempio emblematico dell’evoluzione e della valorizzazione della zampogna è rappresentato dal Maestro molisano Piero Ricci, presenza costante dei raduni irpini e protagonista di una carriera internazionale. Ricci ha collaborato con prestigiose orchestre – tra cui I Solisti Aquilani, l’orchestra Scarlatti e la Princeton Orchestra (USA) – ed è stato invitato da Riccardo Muti a esibirsi al Teatro alla Scala di Milano, nel 1999 e 2000, per alcune rappresentazioni dell’opera Nina di Giovanni Paisiello.
Dal 2008, Ricci è ospite fisso del Piping Live Festival di Glasgow, la più importante rassegna internazionale dedicata alla cornamusa, strumento “cugino” della zampogna. In Scozia è stato acclamato per le sue esibizioni alla Royal Concert Hall e ha tenuto masterclass presso l’Università di Edimburgo e il Royal Conservatoire of Scotland.

Tradizione, cultura e identità
«Questi strumenti – conclude Giliberti – non sono semplici oggetti sonori, ma portatori di memoria collettiva. Parlano di un passato condiviso, ma anche di un futuro possibile per le nostre comunità. Celebrare la zampogna e la ciaramella significa custodire l’identità profonda dei territori, trasformandola in un linguaggio universale capace di unire generazioni e popoli».
Il raduno di San Michele di Serino si conferma, dunque, non solo come evento musicale, ma come testimonianza viva della cultura immateriale italiana, in dialogo con il mondo.
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