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Arte, swing e stelle: una serata doppia al Villino Manina

Luca De Lorenzo

Luca De Lorenzo

Bass/Baritone, nato a Napoli nel 1987,si è diplomato presso il Conservatorio San Pietro a Majella ed in scenografia all' ABANA. Ha debuttato come cantante in diversi ruoli in teatri italiani ed esteri, dirige Festival musicali, si occupa di scenografia e regia. Come Attore ha lavorato per il teatro e la televisione. Si occupa di divulgazione musicale in teatro e nelle scuole.

Napoli Sotto Shop incontra il Pamina Chauveau Swingin’ 5tet nel giardino della Napoli Opera House

Stagione 2025/26 · Oltre il Sipario – IX appuntamento

 

 

Ci sono serate che non si dimenticano. Non perché siano perfette, ma perché riescono a mettere insieme bellezza, pensiero e ritmo in un unico respiro. Il 25 giugno 2026 al Villino Manina (Via Guido Capozzi 5, Napoli) va in scena una di quelle serate: la Napoli Opera House — realtà culturale indipendente che da anni costruisce ponti tra linguaggi artistici diversi — porta nel suo giardino a cielo aperto un doppio appuntamento che raramente si ha la fortuna di trovare nello stesso luogo e nella stessa notte.

Prima un vernissage che interroga l’anima di una città. Poi un concerto che la fa ballare.

Ore 19:30 — Napoli Sotto Shop: la mostra di Clelia Le Boeuf

La serata inizia con l’arte. Dalle ore 19:30 sarà visitabile il vernissage della mostra Napoli Sotto Shop, progetto visivo di Clelia Le Boeuf — artista e illustratrice italiana la cui pratica si sviluppa tra illustrazione, arte visiva, installazione e costruzione di immaginari simbolici.

Il suo è un lavoro che non si lascia facilmente classificare. Tra arte simbolista, poesia e cultura pop italiana, Le Boeuf vede cose: attraverso immagini disegnate o fotografate rimodula poeticamente la realtà, trasformando elementi quotidiani in visioni sospese tra memoria, simbolo e immaginazione. Nel suo curriculum figurano campagne comunicative e performance artistiche per il Giffoni Film Festival, il Festival delle Città Bambine e il Campania Teatro Festival; collaborazioni con il mondo editoriale per illustrare libri e copertine discografiche; scenografie teatrali, murales da interni, opere scultoree. Una ricerca che si muove senza sosta tra il reale e il simbolico, interrogando il senso di smarrimento e perdita che attraversa il contemporaneo.

“Napoli Sotto Shop” è un progetto in chiave pop che nasce da una riflessione sulla gentrificazione di Napoli e sulla progressiva perdita di significato dei suoi simboli popolari, sempre più trasformati in oggetti di consumo e souvenir. La ricerca prende forma attraverso una serie di poster in edizione limitata dedicati alle icone e all’immaginario della città, osservati nel momento esatto in cui vengono svuotati del loro valore originario per essere messi “in vendita”.

Ma il progetto non si ferma alla denuncia. Dagli scarti e dalle prove di produzione di quei poster nascono dei pezzi unici: ex voto contemporanei costruiti attraverso un processo di frammentazione, assemblaggio e ricomposizione. Elementi inizialmente destinati all’oblio vengono trasformati in reliquie visive, assumendo una dimensione quasi sacra. Distruzione e ricostruzione come metodo. Come atto di cura.

Attraverso questo ciclo, il progetto tenta di restituire valore simbolico a ciò che è stato consumato o banalizzato, creando una nuova narrazione visiva capace di riattivare un legame emotivo e culturale con la città. La mostra è realizzata in collaborazione con la Galleria Fatti d’Arte.

Ore 21:00 — Il jazz manouche prende il giardino

Quando le ultime luci del vernissage si stemperano nella sera, il giardino del Villino Manina si trasforma. Dalle ore 21:00 è di scena il Pamina Chauveau Swingin’ 5tet, per il nono appuntamento della rassegna Oltre il Sipario.

Sulle tracce del jazz manouche — l’eredità di Django Reinhardt e Stéphane Grappelli — il quintetto attraversa gli anni Trenta e Quaranta: la chanson française si veste di swing, fino a una digressione d’oltreoceano sull’eco dei trii vocali femminili. Un viaggio musicale che abbraccia decenni, latitudini e sensibilità, tenuto insieme da un filo unico: il desiderio di far muovere il corpo e tremare il cuore.

Al centro di tutto c’è Pamina Chauveau, voce — cantante franco-italiana che porta nel suono tutta la grazia malinconica della rive gauche e tutta la vitalità solare di chi il ritmo ce l’ha nel sangue. La sua voce non canta soltanto: racconta, seduce, abbraccia.

Al suo fianco, Massimiliano Sacchi al clarinetto, con quel suono caldo e sinuoso che sa essere tanto languido quanto esplosivo; Giulio Fazio alla fisarmonica, capace di rievocare con un solo accordo i locali di Montparnasse; Riccardo Marconi alla chitarra, custode della fiamma del jazz manouche, virtuoso discreto e imprescindibile; Marco Di Palo al violoncello, che porta all’ensemble una profondità armonica rara, quasi cinematografica.

E poi il guest della serata: Cristiano Della Monica alla batteria, a dare il polso ritmico che trasformerà il giardino in una vera pista da ballo.

Il giardino come quinta scenica

Ascoltare jazz — e guardare arte — all’aperto, di notte, in estate, è un’esperienza radicalmente diversa da quella di un museo o di una sala da concerto. I suoni si comportano diversamente: si espandono, si mescolano con l’aria della sera, si perdono tra le piante. Le opere respirano in un contesto che non le incornicia, ma le libera. E il pubblico, invece di osservare o ascoltare dall’esterno, diventa parte integrante di ciò che accade.

Portate una giacca leggera. Portate la curiosità. E lasciate a casa la rigidità — quella sera al Villino Manina non sarà ammessa.

Le istruzioni per una serata perfetta

La Napoli Opera House, con la consueta ironia gentile che la contraddistingue, ha stilato un vademecum per il pubblico del concerto. Non è un insieme di regole: è una dichiarazione d’intenti.

Non parlate — lasciate parlare le corde. È concesso sorridere. È richiesto battere il piede. Non restate immobili. Non siate rigidi. Lasciatevi coinvolgere. Se siete stanchi, ondeggiate da seduti. Siete un elemento essenziale della composizione. Il vostro ritmo influenzerà quello degli altri. Resistete fino all’ultima nota. Non ignorate l’applauso. All’uscita, portate via lo swing.

Parole che, a pensarci bene, valgono anche per la mostra.

Perché andarci

Perché di serate così — dove l’arte visiva e la musica si tengono per mano, dove una città interroga se stessa attraverso le opere di un’artista e poi danza sotto le stelle — ce ne sono sempre meno. Perché Clelia Le Boeuf pone domande scomode su Napoli con una delicatezza e una potenza visiva che non si incontrano facilmente. E perché il jazz manouche ascoltato in un giardino di notte è un privilegio che non si dimentica.

Informazioni pratiche

📅 Data: Giovedì 25 giugno 2026

🖼️ Vernissage “Napoli Sotto Shop” (Clelia Le Boeuf): dalle ore 19:30

🎷 Concerto Pamina Chauveau Swingin’ 5tet: dalle ore 21:00

📍 Luogo: Villino Manina — Via Guido Capozzi n° 5, Napoli

🎟️ Info e prenotazioni: 3762083821

 

 

Mostra in collaborazione con Galleria Fatti d’Arte

Non mancate. Lo swing non aspetta, e le reliquie visive di Le Boeuf nemmeno.