Europa, il diritto a restare al centro delle politiche per i territori
Approvata dal Parlamento europeo la relazione di Denis Nesci sulla politica di coesione e l’Agenda UE per le Città. Attenzione ai piccoli Comuni, al ruolo dei sindaci e alla semplificazione dell’accesso ai fondi europei.
Contrastare lo spopolamento e garantire maggiori opportunità a chi sceglie di vivere nei propri territori. È uno degli obiettivi al centro della relazione sulla politica di coesione e sull’Agenda dell’Unione europea per le Città, approvata il 20 ottobre dal Parlamento europeo in seduta plenaria. Relatore del documento è l’eurodeputato Denis Nesci.
Tra i temi principali figura il cosiddetto «diritto a restare»: la possibilità, soprattutto per giovani e famiglie, di costruire il proprio futuro nel luogo d’origine senza essere costretti a trasferirsi per mancanza di lavoro, servizi o prospettive.
Una questione particolarmente rilevante per il Mezzogiorno e le aree interne, dove lo spopolamento e le difficoltà nell’accesso ai servizi essenziali rappresentano sfide importanti per la tenuta delle comunità locali.
La relazione richiama inoltre il ruolo dei sindaci e degli amministratori, chiamati quotidianamente a rispondere alle esigenze dei cittadini, spesso con risorse umane ed economiche limitate. Rafforzare il coinvolgimento degli enti locali nelle politiche europee significa riconoscere il valore di chi opera direttamente sul territorio e conosce da vicino le necessità delle comunità.
Tra le proposte contenute nel documento figura anche una piattaforma unica di accesso per le amministrazioni locali, destinata a fornire informazioni, orientamento e supporto, semplificando le procedure e facilitando l’accesso alle opportunità europee.
L’obiettivo è rendere gli strumenti dell’Unione più accessibili anche ai Comuni di dimensioni ridotte, che possono incontrare maggiori difficoltà nella progettazione e nella gestione dei finanziamenti.
L’approvazione della relazione rappresenta un passaggio politico nel dibattito sul futuro della coesione europea. La sfida successiva sarà tradurre gli indirizzi indicati in misure concrete, capaci di sostenere i territori, rafforzare i servizi e offrire nuove prospettive ai cittadini.
Ecco il link al post di Nesci su Facebook: