Il fasto barocco sotto le stelle: La Compagnia degli Affetti sigilla la stagione di Napoli Opera House
Di Luca De Lorenzo
Napoli si conferma un’instancabile officina di risonanze storiche e suggestioni immateriali. Il prossimo giovedì 2 luglio, alle ore 20:30, la splendida cornice ottocentesca del Villino Manina aprirà le sue porte per ospitare “Furori e Ardori Amorosi” , l’atteso appuntamento di chiusura della fortunata stagione “Oltre il Sipario” curata dall’associazione culturale indipendente Napoli Opera House.
L’evento si propone come una vera e propria immersione nell’estetica degli “affetti” barocchi, un’epoca in cui la musica si faceva interprete assoluta dei moti dell’anima, oscillando tra il rigor geometrico del contrappunto e l’irruenza drammatica delle passioni. Il programma, incentrato sulle immortali pagine di Arcangelo Corelli, Antonio Vivaldi, Georg Friedrich Händel e Georg Philipp Telemann, promette di trasformare il giardino del Villino in un raffinato salotto d’epoca a cielo aperto.
Sul palco, a tessere questa trama di eleganza e virtuosismo, ci sarà un ensemble di assoluto rilievo nel panorama della musica antica: “La compagnia degli Affetti”. La formazione vedrà Antonietta De Chiara e Giuseppe Grieco ai violini, Tyler James Stewart al violoncello, Guido Mandaglio al fagotto e Marco Palumbo al clavicembalo. Una compagine strumentale che garantisce una lettura filologica ma vibrante, capace di restituire la brillantezza acustica e la profondità retorica del repertorio tardo-barocco.
La scelta di concludere la programmazione annuale con questo affresco concertistico sottolinea la felice linea progettuale di una stagione che ha registrato un eccezionale successo di pubblico, superando il significativo traguardo delle 600 presenze complessive nel corso degli appuntamenti della rassegna “Oltre il Sipario” promossa da Napoli Opera House. “Furori e Ardori Amorosi” non è solo un concerto di chiusura, ma un invito a riscoprire una vicinanza emotiva con il Barocco, un’epoca che — attraverso il talento di questi interpreti — si rivela mai così prossima e parlante al nostro presente.