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INTERVISTA GRUPPO MUSICALE “INSOLITO POP”

La Redazione

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Autore di +Plus! Magazine

“Insolito Pop” è un gruppo musicale particolare che nasce dalla passione, dall’essere, come dice il nome stesso un gruppo insolito e da una sorellanza non solo femminile ma musicale. Abbiamo avuto modo di intervistare le componenti del gruppo e conoscere meglio la loro storia di crescita e perseveranza, accomunate dalla voglia di fare musica.

  • Insolito Pop perché questo nome e cosa vi ha spinte a creare un progetto artistico interamente al femminile?

Il nome del gruppo ha due significati, il primo è descrittivo poiché “INSOLITA” si riferisce alla formazione strumentale arpa, flauto traverso e violino, “POP” identifica il genere musicale che esegue. Questa prima analisi descrive nell’immediatezza il gruppo e al tempo stesso un nome facile da ricordare, ma nasconde verità sottili che trovano un significato più intimo. Come suggerisce il nome stesso, la nostra particolarità risiede nel contrasto, decontestualizzare strumenti tradizionalmente associati alla musica classica (INSOLITO) per reinterpretare il repertorio del cantautorato italiano e internazionale con la voce leggera in chiave POP. Il risultato è un sound unico.

Il progetto al femminile è stato fortemente voluto da Rita perché quello che ha cercato sin da subito era la complicità e la determinazione. È nella natura della donna creare e portare alla crescita qualsiasi cosa che crea, la donna è la madre delle cose, la donna, nella sua apparente fragilità, nasconde la forza più viva. La ricerca delle componenti è stata trovare personalità sincere con la stessa passione. Ci siamo “trovate”, ci siamo conosciute con i nostri pregi e difetti e non ci siamo più lasciate!

Tutte siamo diplomate e laureate al Conservatorio, tutte abbiamo fatto grandi sacrifici per formarci nel nostro percorso individuale. Quello che abbiamo costruito negli anni è frutto di determinazione e dedizione. Tre di noi sono madri che sono riuscite a suonare e studiare anche quando si prendevano cura dei propri figli: ci siamo sempre supportate e capite nei momenti di difficoltà. Siamo convinte che la forte passione per la musica ci abbia aiutate a non perdere la nostra identità di musiciste anche quando abbiamo incontrato grandi ostacoli nel non riuscire a dedicare il giusto tempo allo studio, ci siamo sempre supportate perché siamo state capaci di identificarci nell’altra persona. Lo stare insieme ci ha portate a conoscerci, capirci, confrontarci, raccontarci, non solo in ambito musicale ma nella globalità della persona, lo stare insieme è sempre una sfida stimolante per migliorarci.

  • Gli strumenti da voi utilizzati (arpa, violino e flauto traverso, non sono tipici della musica pop. Come avete creato questo equilibrio tra strumenti classici e genere pop?

Non è stato semplice intraprendere questo percorso come musiciste pop, perché se è vero che la musica pop è universale e popolare, essa riserva un linguaggio specifico e complesso per ogni genere. Ognuno di noi ha esperienze di vita che associa ad un brano in particolare: la musica ha il potere straordinario di racchiudere, in pochi minuti, una storia o una situazione carica di emozione. Ci consideriamo esecutrici di una musica che “racconta”. Per questo ogni accento, ogni rallentando, ogni cambio di tempo o modulazione non è mai casuale: ogni frase musicale ha un significato che ha bisogno di essere interpretato con cura, sia nella lettura della partitura, sia nell’interpretazione.

Chi rende possibile l’unicità della nostra musica è il nostro direttore artistico, nonché l’arrangiatore del gruppo il maestro Angelo Nigro, che riesce a far dialogare l’eleganza dell’arpa (Rita Zingariello) e del violino (Angela Pisicchio) con il flauto traverso (Rossella Bifulco) e la voce (Terry Digennaro) con le sonorità della musica moderna. Ogni brano è pensato e scritto appositamente per noi: il Maestro non si limita a scrivere le note, ma interpreta le nostre personalità. Sa esattamente come valorizzare i punti forza di ognuna di noi, trasformando anche le nostre fragilità in sfumature espressive preziose. E’ questo il segreto del nostro equilibrio: una scrittura che valorizza, che esalta la nostra identità, permettendoci di essere autentiche ogni volta che saliamo su un palco.

Il maestro spoglia le canzoni della loro veste originale per ricostruirle attorno alle sonorità dell’Insolito Pop, rendendole allo stesso tempo riconoscibili ma totalmente nuove.

  • C’è un brano specifico che più rappresenta l’immagine di Insolito Pop?

Se oggi dovessimo indicare il brano che più ci rappresenta, rispondiamo “La Cura” di Franco Battiato. E’ un pezzo che possiede una rara capacità: riesce a emozionare noi profondamente ogni volta che lo eseguiamo e, di riflesso, questa vibrazione arriva immediata a chi ascolta. Per noi eseguire questo brano significa trasformare la musica in un abbraccio sonoro.

Il brano non inizia semplicemente, ma si svela ad intervalli di quattro battute: inizia l’arpa, a seguire con il flauto e infine il violino, come una presentazione individuale di ogni strumento che culmina con un accordo d’insieme. Gli strumenti tacciono e nel silenzio irrompe, a cappella, la voce di Terry con un canto nudo “Ti proteggerò…” Si crea una tensione emotiva carica di contrasto. Sulla frase “…ed io avrò cura di te…” gli strumenti iniziano una cadenza dove ognuna di noi ha la propria responsabilità musicale. Non è un semplice accompagnamento: ogni parte è essenziale e al tempo stesso impegnata a sostenere l’insieme, proprio come l’atto di “curare” qualcuno richiede l’impegno totale di chi lo compie.

  • Ci avete parlato di un pubblico “sospeso”; qual è la reazione che cogliete mentre venite ascoltati?

Il pubblico che ci ascolta per la prima volta rimane spesso sorpreso dalla nostra esecuzione, e non lo diciamo perché siamo impeccabili, ma perché ciò che arriva a chi è in platea è la nostra capacità di emozionare.

Ognuno di noi ha la propria storia, fatto di gioie e dolori e la musica ha il potere di risvegliare i ricordi. I brani più delicati del nostro repertorio diventano per l’ascoltatore una “carezza sul cuore”, un momento di introspezione. Tuttavia, lo stupore raddoppia quando passiamo a sonorità più ritmiche. Spesso la gente non si aspetta un’energia cosi travolgente da quattro musiciste con strumenti classici. Invece, proprio in quella veste Pop, tiriamo fuori tutta la nostra grinta, dimostrando che l’arpa, il flauto traverso e il violino sanno essere incredibilmente moderni. È questa alternanza tra fragilità di un sussurro e la potenza di ritmo pop che crea quella “sospensione” di cui parlavamo: un viaggio emotivo completo che non lascia nessuno indifferente.

  • Guardando al futuro, avete nuovi progetti a cui state lavorando?

Per il futuro ci auguriamo che la musica continui a riservarci la bellezza che stiamo vivendo oggi. Siamo partite dal nulla, spinte esclusivamente dalla voglia di suonare insieme perché farlo ci faceva stare bene; oggi, vedere che da quella semplicità stanno nascendo cosi tante belle opportunità, è per tutte noi gratificante e motivo di soddisfazione.

Cerchiamo di cogliere ogni nuova sfida al meglio, con la consapevolezza che fare musica insieme ed emozionarsi è un dono bellissimo che la vita ci fa ogni giorno. Siamo state fortunate ad incontrarci e a trovare questa sintonia rara: è proprio questo legame che ci da la forza di non fermarci mai. Il nostro progetto per il futuro è continuare a stare insieme, portando la nostra musica ovunque ci sia anche solo una persona pronta a lasciarsi emozionare.

In conclusione, sentiamo di ringraziare le nostre famiglie e i nostri figli. Sono loro che ci spronano costantemente e ci danno la libertà di trasformare la nostra passione in un linguaggio e in un lavoro. Senza il loro sostegno, nulla di tutto questo sarebbe possibile.

Allo stesso modo, il nostro grazie va alle persone che incontriamo alla fine di ogni concerto. Ringraziamo chi si avvicina per stringerci la mano, chi ci regala un complimento sincero e, soprattutto, chi trova il coraggio di esporsi e confidarci che, ascoltando la nostra musica, ha sentito risvegliarsi emozioni che credeva assopite.

Sentirci dire che siamo state capaci di dare voce a un sentimento dimenticato è per noi il premio più significativo. È in quegli sguardi che troviamo il senso profondo di Insolito Pop: non siamo solo quattro musiciste che suonano, ma persone che, attraverso la cura nello studio e nell’interpretazione, cercano di riconnettere chi ascolta con la propria parte più intima. Grazie a voi, perché la vostra emozione è ciò che ci spinge a non fermarci mai.

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Intervista a cura di Chiara Filodemo e Ludovica De Falco