Scienze umane e sociali

Abitare i quartieri:  il progetto “Immaginazione in movimento”

Adriano Russo

Adriano Russo

Sociologo, specializzato in criminologia critica, prevenzione e sicurezza sociale. Docente, formatore e progettista in ambito sociale e nei servizi integrati, adotta un approccio umanistico e sociologico nella scrittura e nella progettazione. "Credo nella trasparenza degli animi e delle coscienze".

“Immaginazione in movimento” promosso da ELIS APS

L’azione progettuale di ELIS APS si fonda su una visione del welfare che supera la tradizionale dicotomia tra assistenza e autonomia, orientandosi verso modelli di welfare di comunità capaci di attivare processi partecipativi, rafforzare il capitale sociale e restituire senso agli spazi collettivi. Tale prospettiva , cultura, creatività e pratiche espressive non rappresentano strumenti collaterali, ma dispositivi fondamentali per la costruzione di legami, identità e appartenenza.

E’ in questo contesto che si inserisce il progetto “Immaginazione in movimento”, configurandosi come risultato maturo di una riflessione metodologica e di un’esperienza sul campo che ELIS APS ha costruito, testato e  consolidato nel tempo. Attraverso interventi di prossimità, dispositivi mobili e pratiche culturali partecipate, l’associazione sperimenta forme innovative di presenza sociale nei quartieri di Soccavo e Pianura, dimostrando come l’azione associativa possa diventare laboratorio di innovazione sociale e strumento di rigenerazione territoriale. Questa esperienza non vuole raccontare soltanto un progetto, ma restituire una visione chiara e precisa: quella di un’azione sociale che nasce nei territori, dialoga con le comunità e contribuisce a ridefinire il senso stesso delle politiche pubbliche, ponendo al centro le persone, le relazioni e la capacità collettiva di immaginare il cambiamento.

Welfare di comunità, cultura e prossimità nei territori fragili di Napoli

In un contesto in cui i legami sociali si fanno sempre più fragili e le reti relazionali si assottigliano specialmente nei quartieri urbani più vulnerabili, il tema del welfare si presenta oggi con una complessità crescente. Non si tratta più soltanto di garantire prestazioni o servizi, ma di ricostruire contesti di senso, spazi di relazione, occasioni di protagonismo. È in questo scenario che si colloca “Immaginazione in movimento”, progetto di innovazione sociale promosso da ELIS APS nella Municipalità 9 del Comune di Napoli, nei quartieri di Soccavo e Pianura.

Il progetto nasce come risposta concreta a una pluralità di fragilità che attraversano il territorio: precarietà lavorativa, povertà educativa, isolamento sociale, carenza di spazi di aggregazione e debolezza delle reti di prossimità. Condizioni che colpiscono in modo particolare giovani, giovani adulti e famiglie, generando traiettorie di marginalità spesso invisibili ma strutturali. In questo contesto, “Immaginazione in movimento” propone una visione alternativa del welfare: non più un sistema centralizzato e assistenziale, ma un dispositivo diffuso, partecipativo e culturalmente generativo.

Lo spazio pubblico come motore di relazioni

Uno degli elementi più innovativi del progetto di ELIS APS è il superamento della logica della “sede” come luogo esclusivo dell’intervento sociale. Al suo posto, “Immaginazione in movimento” attiva una costellazione di presìdi mobili di riferimento: stand territoriali diffusi e un bus attrezzato che attraversa i quartieri, trasformando lo spazio pubblico in un laboratorio sociale itinerante.

Piazze, strade, luoghi informali di aggregazione diventano così contesti di incontro, ascolto e produzione culturale. Questa scelta non è solo logistica, ma profondamente politica e simbolica. Portare i servizi nei luoghi di vita quotidiana significa ridurre le distanze – materiali e simboliche – tra istituzioni e cittadini, intercettare bisogni latenti, restituire centralità agli spazi urbani come beni comuni. Il territorio non è più semplice scenario dell’intervento, ma attore vivo del processo di cambiamento.

Cultura, creatività, linguaggi espressivi e inclusione

Il cuore del progetto si basa sull’uso della cultura come leva di inclusione e attivazione sociale. Laboratori di street art, graffiti, teatro, poesia, street food sociale e produzione audiovisiva partecipata diventano strumenti attraverso cui le persone possono esprimersi, raccontarsi, riconoscersi. Particolarmente significativa sarà la realizzazione di un docufilm partecipato, che coinvolgerà famiglie, giovani, volontari e cittadini nella costruzione di una narrazione collettiva del territorio. In questa prospettiva, l’arte non è ornamento né semplice attività ricreativa, ma si configura come pratica sociale capace di generare empowerment, rafforzare l’autostima e produrre nuove forme di appartenenza. I partecipanti non sono fruitori passivi, ma co-autori di contenuti, protagonisti di processi che restituiscono visibilità e dignità alle esperienze quotidiane spesso escluse dal discorso pubblico.

Un approccio bottom-up al welfare di comunità

Il progetto di ELIS APS “Immaginazione in movimento” si fonda su un impianto metodologico fortemente orientato alla partecipazione bottom-up. Attraverso incontri di ascolto territoriale, laboratori di comunità e momenti di co-progettazione, i cittadini sono coinvolti sin dalle fasi iniziali nella definizione delle attività e delle priorità di intervento.

Il progetto dà così forma a uno spazio di corresponsabilità, in cui la distinzione tra operatori e destinatari si fa più porosa. Tale approccio consente di rafforzare il capitale sociale locale, stimolare forme di auto-organizzazione e promuovere pratiche di cittadinanza attiva. Il welfare di comunità che emerge non è un modello astratto, ma un processo concreto di ricomposizione dei legami, in cui le competenze informali, le risorse creative e le reti di prossimità diventano elementi centrali dell’azione sociale.

La parte organizzativa progettuale

Dal punto di vista organizzativo, il progetto introduce un modello di governance multilivello e adattivo. Una figura di coordinamento assicura la coerenza complessiva dell’intervento, integrando le diverse azioni territoriali e facilitando il lavoro di un’équipe multidisciplinare composta da educatori sociali, animatori territoriali, artisti e operatori culturali. A supporto delle attività è prevista una piattaforma gestionale informatizzata, utilizzabile anche a bordo del bus, che consente il monitoraggio partecipato delle azioni, la raccolta di dati qualitativi e il coordinamento in tempo reale. L’innovazione tecnologica, in questo caso, non sostituisce la relazione, ma la sostiene, rafforzando l’efficacia e la continuità del servizio di prossimità.

Impatto sociale e prospettive di sostenibilità

L’impatto atteso del progetto “Immaginazione in movimento” va oltre la dimensione immediata delle attività realizzate. Il progetto mira a produrre un cambiamento culturale nel modo di concepire i servizi sociali, superando una logica assistenzialistica per promuovere percorsi di empowerment, individuale e collettivo. L’aumento della partecipazione attiva, il rafforzamento delle competenze relazionali, la rigenerazione degli spazi urbani e la crescita delle reti collaborative rappresentano indicatori chiave di questo cambiamento.

Centrale è anche la prospettiva di sostenibilità post-finanziamento, che prevede la nascita di una nuova associazione di comunità promossa dagli stessi partecipanti al progetto. Un passaggio che segna il trasferimento progressivo di responsabilità e potere decisionale alla comunità locale, trasformando l’intervento in una pratica sociale duratura e replicabile.

Il progetto che trasforma i quartieri

Nel complesso contesto urbano di Soccavo e Pianura, Immaginazione in movimento si presenta come una sperimentazione significativa di welfare di comunità, capace di intrecciare inclusione sociale, cultura e rigenerazione urbana. Un progetto che vuole mostrare come l’innovazione sociale non risieda soltanto nelle soluzioni tecniche, ma nella capacità di far rinascere l’immaginazione collettiva, restituendo ai territori la possibilità di raccontarsi e trasformarsi dal basso.

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