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“Aspettando la mezzanotte”: eleganza ed emozioni per un diciottesimo da ricordare

La Redazione

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Autore di +Plus! Magazine

In occasione del diciottesimo compleanno celebrato il 21 marzo, intitolato “Aspettando la mezzanotte”, abbiamo incontrato il direttore di una rinomata struttura per eventi che, in collaborazione con Diletta Campanile, ha dato vita a una serata esclusiva, curata in ogni dettaglio. Un evento che ha saputo coniugare eleganza, emozione e intrattenimento, trasformando un traguardo importante in un’esperienza indimenticabile.

1. Direttore, ci racconta la filosofia che guida la vostra struttura nell’organizzazione degli eventi?
Al Belsito Hotel Avellino Est, nello specifico a Villa Miele, crediamo che ogni evento debba raccontare una storia. Mettiamo al centro la persona, unendo organizzazione, gusto e creatività per dare vita a momenti che restano impressi nel tempo.

Il diciottesimo del 21 marzo, “Aspettando la mezzanotte”, ha colpito per atmosfera e cura dei dettagli.
2. Qual è stato il concept alla base della serata?
L’idea era accompagnare l’attesa della mezzanotte come in un piccolo viaggio emozionale: eleganza, luci soffuse e un ritmo crescente fino al brindisi, simbolo del passaggio all’età adulta.

3. Come nasce la collaborazione con Diletta Campanile e cosa ha apportato di distintivo all’evento?
Con Diletta c’è stata piena sintonia sin dall’inizio. La sua sensibilità estetica e la cura per la scenografia hanno reso ogni dettaglio coerente con il tema, regalando all’evento un’identità visiva raffinata e moderna.


4. In che modo il lavoro di squadra tra organizzazione e collaborazione esterna ha contribuito alla riuscita della serata?
È stato un perfetto gioco di squadra: comunicazione costante, obiettivi condivisi e grande professionalità da parte di tutti. Solo così si raggiunge un risultato fluido e armonioso.


5. Un diciottesimo rappresenta un momento simbolico molto atteso: quali sono le principali sfide nel soddisfare aspettative così elevate?
L’emozione è altissima, e ogni dettaglio deve essere perfetto. La sfida è tradurre i desideri del/della festeggiato/a in una realtà concreta, mantenendo equilibrio tra sogno, eleganza e divertimento.


6. Quali elementi ritiene fondamentali per trasformare un evento in un’esperienza memorabile?
Atmosfera, originalità e coerenza. Quando tutto – dal menù all’allestimento, dalla musica all’accoglienza – segue un filo conduttore, l’esperienza diventa indimenticabile.


7. C’è stato un momento della serata che, più di altri, ha rappresentato lo spirito dell’evento?
Sicuramente l’avvicinarsi alla mezzanotte: luci, musica e applausi hanno creato una magia condivisa che riassumeva lo spirito della festa.


8. Quanto conta oggi la personalizzazione nella progettazione di un evento privato?
È fondamentale. Ogni evento deve parlare la lingua di chi lo vive. Personalizzare significa ascoltare, comprendere e valorizzare la personalità del cliente.


9. Il pubblico è sempre più esigente: come evolve il vostro approccio per restare al passo con le nuove tendenze?
Seguiamo le evoluzioni del settore, dalle soluzioni digitali alle nuove estetiche, ma senza mai perdere di vista l’autenticità e l’ospitalità che ci contraddistinguono.


10. Dopo questa esperienza, sono previste nuove collaborazioni o progetti futuri?
Sì, stiamo già lavorando a nuovi format in collaborazione con professionisti del settore per proporre esperienze ancora più immersive e su misura.

Se dovesse riassumere l’evento “Aspettando la mezzanotte” in tre parole, quali sceglierebbe?
Eleganza, emozione, unicità.
Un consiglio per chi desidera organizzare un diciottesimo davvero unico?
Non cercate la perfezione, cercate l’autenticità. Un evento è speciale quando racconta davvero chi siete.

 

 

Abbiamo incontrato il DJ protagonista della serata, Soccorso Picardi in arte SoRock dj , rinomato per la sua capacità di trasformare ogni evento in un’esperienza coinvolgente, ha collaborato con la wedding planner Diletta Campanile per creare un perfetto equilibrio tra musica, emozione e intrattenimento.

Sei conosciuto per essere un punto di riferimento nei diciottesimi e negli eventi privati.
1. Come è iniziato il tuo percorso nel mondo della musica e dell’intrattenimento?
In realtà il mio percorso musicale è iniziato all’età di dieci anni con delle lezioni private di pianoforte per la preparazione dell’esame di ammissione al conservatorio Cimarosa di Avellino, però non era assolutamente in ottica lavorativa. Poi, dopo l’adolescenza, lavorando come cameriere in alcuni locali sono stato affascinato dalla figura del Dj per eventi privati e, dopo aver frequentato un corso di mixaggio, ho iniziato a propormi ad un locale che, tra le altre cose, organizzava eventi privati. Successivamente, mi sono reso conto che per una festa privata di successo non bastava solo saper mettere la musica, ed ho frequentato un corso di canto e di dizione.

2. Per l’evento “Aspettando la mezzanotte”, quale idea o mood hai voluto costruire musicalmente?
Le feste private sono sempre un  viaggio musicale attraverso generi e stili diversi, cerco sempre di gestire la serata in Mood Crescente, nel senso che parto da cose più “lente”, come il lento padre/madre con figlio/a, poi con eventuali fidanzati, a seguire il momento Karaoke e balli di gruppo, fino ad arrivare al culmine della serata con il momento Dance che a sua volta è un “viaggio” con le canzoni più ballate dagli anni 90 fino ad oggi.

3. Com’è stato collaborare con Diletta Campanile e in che modo il suo lavoro ha influenzato la tua performance?
Diletta Campanile è una vera professionista del settore, devo dire che mi ha semplificato molto il lavoro “influenzando” le scelte della festeggiata verso una gestione lineare e al tempo stesso di “Effetto Wow” di tutta la serata, scongiurando il pericolo dei “momenti morti” che avrebbero potuto influenzare negativamente l’umore degli invitati.

4. Un diciottesimo ha un’energia molto particolare: come riesci a leggere il pubblico e adattare la musica durante la serata?
I Diciottesimi sono particolari perché gli invitati hanno voglia di divertirsi ma ancora non sanno esattamente come gestire il divertimento. Io cerco di instaurare un rapporto di empatia sfruttando le pause di animazione ad esempio, poco prima che venga servita una portata, mi fermo a chiacchierare con loro e sfrutto questo contatto per capire i loro gusti e li interpreto secondo l’esperieza che ho accumulato negli anni.

5. Quanto è importante oggi creare una vera e propria “regia musicale” per un evento, piuttosto che limitarsi a una playlist?
Come dicevo alla risposta precedente, credo che la cosa più importante sia instaurare un rapporto con gli invitati: oggi un buon Dj per eventi privati deve essere immerso tra gli invitati, non un Regista o un Direttore che dall’alto della consolle dirige la serata, ne deve essere parte integrante e immersa tra gli ospiti.

6. C’è stato un momento della serata del 21 marzo in cui hai percepito che il pubblico era completamente coinvolto?
Il tipo di animazione che propongo mira a coinvolgere completamente gli invitati dal primo all’ultimo momento di spettacolo: è sempre tutto rivolto all’immersione completa dell’ospite nella serata per cui, non vorrei sembrare presuntuoso, ma sono stati coinvolti quasi tutti dall’inizio alla fine dei festeggiamenti.

7. Quali sono gli elementi che, secondo te, rendono un diciottesimo davvero indimenticabile dal punto di vista musicale?
Dal mio punto di vista sono la varietà degli elementi: piuttosto che fossilizzarsi su un genere di musica in particolare, è importantissimo essere sempre attento ai Trend e cercare di accontentare un pò tutti i gusti.

8. La tua cifra distintiva è la cura nella scelta di musica e atmosfera: come prepari una serata così importante?
Resto sempre attento a tutta la scena musicale in generale – questo compito in parte mi è facilitato dal lavoro in radio -, poi mi confronto sempre con il festeggiato di turno per scoprire i suoi gusti e i suoi desideri e valorizzare al meglio il giorno della sua festa.

9. Quanto conta il confronto con il cliente e con il team organizzativo nella definizione della scaletta musicale?
Direi che è fondamentale, come già spiegato, per rendere l’evento il più possibile vicino ai desideri ed alle aspettative del festeggiato/a.

10. Nel tuo lavoro, quanto spazio lasci all’improvvisazione e quanto invece alla pianificazione?
In realtà, parto sempre con un’attenta pianificazione momento per momento, tuttavia, i piani vengono sempre sconvolti dalla risposta emotiva del pubblico in quel preciso istante, e poi diventa tutta un’improvvisazione. Eppure, sarebbe impossibile riuscire ad improvvisare senza aver passato in precedenza ore e ore a pianificare i vari scenari, quindi le due cose sono strettamente collegate.

11. Le tendenze musicali cambiano rapidamente: come fai a rimanere sempre aggiornato e a proporre qualcosa di unico?
Come già detto, da questo punto di vista mi facilita il lavorare in una radio, oltre al confronto continuo e costante con colleghi, sia dell’emittente in cui lavoro che di altre.

 

Se dovessi descrivere “Aspettando la mezzanotte” in tre parole, quali sceglieresti?
Spettacolare, Organizzato e Divertente.
Un consiglio per chi sta organizzando il proprio diciottesimo e vuole una festa davvero memorabile? Affidarsi a professionisti del settore: a volte investire un po’ in più sulla scelta dello staff giusto garantisce la tranquillità e la sicurezza di un evento apprezzato da tutti.

Abbiamo incontrato infine, Ferrante di Somma di Circello, Titolare di Cantine di Marzo. Una delle realtà vitivinicole più prestigiose dell’Irpinia, scelta per impreziosire le bomboniere di un diciottesimo esclusivo.

1. Cantine Di Marzo è una realtà storica del territorio di Tufo: ci raccontate le origini della vostra cantina e il legame con questa terra?
Tutto inizia nel 1647, quando i miei antenati arrivarono a Tufo, ma è nel 1827 che viene ufficialmente fondata l’azienda agricola. Possiamo dire che la famiglia di Marzo ha letteralmente dato il via alla storia vitivinicola di questa terra. Oggi, lavorare ancora nelle nostre vecchie grotte medievali significa vivere in totale simbiosi con il borgo: sentiamo che Tufo respira insieme ai nostri vini.

2. Quali sono i valori che guidano oggi la vostra produzione vinicola?
Cerchiamo l’equilibrio tra il rispetto per il passato e la curiosità per il futuro. Da una parte c’è l’Heritage, la nostra storia secolare; dall’altra un approccio scientifico moderno. Con il nostro Winemaker, Vincenzo Mercurio, stiamo portando avanti un progetto di “zonazione” fondamentale: vogliamo che ogni singola particella parli attraverso il suo vino in modo puro e sostenibile. Questo ci ha portato a realizzare i nostri quattro cru di Greco di Tufo Riserva: Vigna Serrone, Vigna Ortale, Vigna Laure e Mulino Giardino (da Vigna Torre Favale).

3. Siete stati scelti per un evento speciale come un diciottesimo dal tema “Aspettando la Mezzanotte”: cosa significa per voi partecipare a momenti così importanti?
I diciotto anni sono un momento magico, quel confine dove tutto sembra possibile. Essere scelti per un traguardo così importante nella vita di un ragazzo ci fa ben sperare: sentiamo che anche i giovani sono affascinati dalla storia e dalla cultura dei nostri luoghi.
Per noi significa che il nostro lavoro viene riconosciuto come un vero valore aggiunto.

4. Il vostro vino è stato selezionato per le bomboniere: cosa rappresenta per voi entrare simbolicamente nei ricordi degli ospiti?
È la cosa più bella. Spesso la bomboniera finisce a prendere polvere su una mensola; una bottiglia di vino, invece, è un’esperienza che continua. Entriamo simbolicamente nelle case delle persone: quando stapperanno quel vino, magari tra qualche mese, il profumo e il sapore riporteranno a galla tutte le emozioni di quella serata.

 5. Quali caratteristiche rendono i vostri vini ideali anche per eventi eleganti e celebrativi?
L’eleganza non è mai chiassosa. Il nostro Greco di Tufo ha una verticalità e una finezza che si sposano perfettamente con contesti raffinati. È un vino che sa stare al suo posto ma che, al primo sorso, si fa ricordare per il carattere e la struttura.

6. Parliamo di qualità: quali sono gli elementi che distinguono i vostri prodotti e li rendono riconoscibili?
Senza dubbio la salinità. I nostri vini devono sapere di terra, di roccia viva e di quella sapidità tipica del nostro sottosuolo. È questa la “firma” che li rende immediatamente riconoscibili.

7. Quanto conta il territorio di Tufo nella definizione dell’identità dei vostri vini?
Conta tutto. Senza un sottosuolo così complesso dal punto di vista geologico non saremmo qui. Parliamo di migliaia di anni di eventi: eruzioni vulcaniche, evaporazioni del Mar Mediterraneo, sabbie e sedimenti degli Appennini. Il nostro vino non è “costruito” in cantina, è il riflesso di quello che succede là fuori, tra i filari, in un terreno unico dove l’uomo ha saputo coltivare un vitigno antico come il Greco di Tufo.

8. Com’è nata la collaborazione con la wedding planner Diletta Campanile?
Con Diletta è nata una sintonia immediata. Quando incontri professionisti che mettono la nostra stessa cura maniacale nei dettagli, le cose funzionano da sole. Lei sa come valorizzare un’eccellenza senza stravolgerne l’identità, e questo per noi è fondamentale.

9. In che modo questa sinergia ha contribuito alla realizzazione dell’evento “Aspettando la Mezzanotte”?
C’è stata una grande fluidità. Lei ha creato la cornice perfetta, noi abbiamo messo il contenuto. È stato un gioco di squadra dove l’unico obiettivo era regalare un’emozione vera agli ospiti. Direi che ci siamo riusciti.

10. Quanto è importante, per una cantina, collaborare con professionisti del mondo degli eventi?
È vitale, perché il vino è convivialità e lifestyle.
Collaborare con chi crea “bellezza” ci permette di far conoscere i nostri prodotti in contesti diversi, dove il calice diventa parte di un racconto più ampio e non solo un prodotto tecnico da sommelier.

11. Le bomboniere rappresentano un ricordo duraturo: cosa sperate che gli ospiti percepiscano degustando il vostro vino?
Speriamo che sentano la fatica e la passione che ci sono dietro. Vorremmo che percepissero quella freschezza e quella mineralità che sono il nostro marchio di fabbrica, e che per un attimo si sentissero qui con noi, tra le colline dell’Irpinia e il fresco delle nostre grotte.

12. Consigliereste l’utilizzo del vino come bomboniera per eventi importanti? Perché?
Sempre. È un regalo “vivo”, che si condivide e che crea un nuovo momento di festa. È un messaggio di qualità e di buon gusto che non passa mai di moda e che crea un legame stretto con il proprio territorio.

13. Guardando al futuro, quali sono i vostri progetti o obiettivi per continuare a valorizzare il vostro marchio?
Non ci fermiamo mai. Stiamo finalizzando i dati della zonazione per raccontare ancora meglio i nostri vigneti e siamo carichi per il ritorno della nostra etichetta “Anni Venti”, il Greco di Tufo DOCG Spumante Riserva Metodo Classico.
Quest’anno ricorre esattamente il centenario della prima bottiglia di Spumante mai prodotta in Campania con il Metodo Classico, realizzata proprio da noi nel 1926.

14. Un messaggio finale per chi sceglie Cantine Di Marzo per celebrare i propri momenti speciali?
Scegliere noi significa scegliere una storia che dura da quasi quattro secoli e che ha saputo evolversi restando fedele a se stessa.
Siamo un’azienda antica, ma fatta di giovani che lavorano ogni giorno con passione per realizzare un vino artigianale e coerente con il territorio irpino. Ogni brindisi con un nostro vino è un pezzetto di questa passione che passa nelle vostre mani.

Interviste a cura di Diletta Campanile