Pillole di sociologiaScienze umane e sociali

I propositi rivoluzionari del giovane Karl Marx

Adriano Russo

Adriano Russo

Sociologo, specializzato in criminologia critica, prevenzione e sicurezza sociale. Docente, formatore e progettista in ambito sociale e nei servizi integrati, adotta un approccio umanistico e sociologico nella scrittura e nella progettazione. "Credo nella trasparenza degli animi e delle coscienze".

Il regista Raoul Peck propone un tracciato esistenziale di un Karl Marx filosofo, politico, economista e sociologo del XIX secolo mettendo in luce, con una ricostruzione biografica molto fedele e accurata, quelli che sono i tratti salienti delle sue brillanti idee rivoluzionarie, proprio a partire dalla sua giovane età e dall’incontro significativo con l’amico e compagno Friedrich Engels.

Siamo tra il 1842 ed il 1848, negli anni della rivoluzione industriale che precedono immediatamente i moti rivoluzionari europei del 48. Il regista haitiano Peck, con il suo film Il giovane Karl Marx(“Le jeune Karl Marx”, 2017), lascia da subito intravedere nel giovane Karl l’evoluzione dell’idea di un materialismo storico in contraddizione con l’idealismo storico hegeliano. Per Marx non sono le idee a determinare il cambiamento delle società bensì è il contrario, perché il pensiero e la realtà stessa sono un’autoproduzione dell’individuo e dipendono dalle vicende materiali da lui stesso riprodotte.

 

La ricerca del superamento dell’idealismo hegeliano è connessa alla consapevolezza che le idee e i valori dominanti sono le idee e i valori della classe dominante. La classe dominante nella società industriale è quella dei capitalisti che ha generato un sistema di sfruttamento nei confronti della classe proletaria che si trova in una condizione di alienazione, perché espropriata del frutto del suo stesso lavoro a favore del modo di produzione capitalistico. L’operario è una merce di scambio: l’elemento di profitto del sistema economico è il PLUS VALORE = PLUS LAVORO.

Una condizione di miseria e di oppressione che si perpetua a beneficio di un sistema di egemonia borghese prima di tutto economica e di riflesso politica, religiosa e culturale. (sono i concetti di struttura e sovrastruttura). Un modo di produzione capitalistico che poteva e doveva essere smantellato, attraverso la presa di coscienza di una ideologia capitalista fondata sulla “falsa coscienza” e sulla disuguaglianza sociale.

 

La visione rivoluzionaria Marxista, che il regista Peck è sempre in grado di farci scrutare e riconoscere, prospetta un cambiamento radicale della società, attraverso la sovversione del capitalismo, la lotta di classe, l’abolizione della proprietà privata, la costituzione di una società senza classi, come un processo storico necessario nell’ottica di un mutamento radicale della società, come momento di transizione all’avvento del comunismo.

Sono questi gli obiettivi del giovane Karl Marx e di Friedrich Engels, interpretati abilmente da August Diehl e Stefan Konarske, i quali si distaccheranno definitivamente dai colleghi anarchici hegeliani, visti come in grado di predicare solo astrattamente e utopisticamente gli acclamati principi di fratellanza ed uguaglianza sociale.

 

Tali principi non potranno in realtà essere rivendicati invece senza la costruzione di una coscienza di classe, senza il riconoscimento del proprio potenziale, quello di essere una “classe a tutti gli effetti”, concreta e riconoscibile, in grado di sovvertire l’ordine esistente delle cose. (è il concetto marxista del passaggio dalla classe in sé alla classe per sé).

Si tratta del preludio del Manifesto del Partito Comunista: “È ormai tempo che i comunisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del comunismo un manifesto del partito stesso.” Sono frasi tratte dal proclama del Manifesto recitato in sottofondo in una delle scene finali del film, le linee guida della filosofia rivoluzionaria Marxista ben canalizzate in un percorso storico-biografico del giovane Marx strutturato ad hoc dal regista Raoul Peck.

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