Maxi-frode “Napolitano Store”: Forza dei Consumatori Avellino ammessa come unica parte civile
Svolta nel processo al Tribunale di Nola sulla presunta evasione IVA da 5,7 milioni di euro della AM Distribution S.r.l. Respinta l’opposizione della difesa.
C’è una svolta importante sul fronte giudiziario nell’inchiesta che coinvolge Angelo Napolitano (47 anni), imprenditore noto nel mondo social con il marchio “Napolitano Store” e amministratore della AM Distribution S.r.l. di Casalnuovo di Napoli, azienda attiva nell’ingrosso di elettrodomestici ed elettronica.
Durante l’udienza preliminare presso il Tribunale di Nola, il G.U.P. dott.ssa Gemma Sicoli ha decretato che l’Associazione di Promozione Sociale “Forza dei Consumatori Avellino” (APS) sarà l’unica parte civile ammessa all’interno del processo.
L’associazione irpina è entrata formalmente nel giudizio attraverso l’atto depositato dal proprio legale di fiducia, l’Avv. Francesco Saverio Pugliese del Foro di Avellino.
La decisione del giudice è arrivata nonostante la dura opposizione sollevata in aula dal difensore dell’imputato, l’Avv. Teodoro Reppucci. Il G.U.P. di Nola ha tuttavia ritenuto solide e fondate le motivazioni presentate dai legali dei consumatori, autorizzando la loro presenza attiva nel processo a tutela dei cittadini e della trasparenza del mercato.
Al centro del processo c’è una presunta maxi-evasione fiscale da ben 5.740.561,00 euro. L’indagine è scattata in seguito a una segnalazione di Aires-Confcommercio ed è stata portata avanti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, sotto il coordinamento dei Pubblici Ministeri Francesco Riccio e Anna Musso.
Le fiamme gialle contestano a Napolitano due ipotesi di dichiarazione IVA fraudolenta tramite artifici contabili per gli anni d’imposta 2023 e 2024. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la società avrebbe omesso sistematicamente il versamento dell’imposta attraverso un meccanismo basato su vendite “in nero” e sconti extra applicati ai clienti che pagavano in contanti al banco.
La presenza di un’associazione di consumatori come unica parte civile rimarca l’impatto che questo genere di frodi ha non solo sull’erario, ma anche sulla leale concorrenza tra le imprese del settore.