La patria del cinema arriva al Barberini
La patria del cinema arriva al Barberini.
Incontro il regista Modestino Di Nenna per parlare de La patria del cinema, ma non solo.
Il 27 marzo alle ore 17:00, infatti, il regista insieme agli allievi dell’Irpinia Film Academy, presenteranno in anteprima nazionale al multisala Barberini di Roma il cortometraggio La patria del cinema. Il cortometraggio è stato girato interamente nel borgo di Torella dei Lombardi in provincia di Avellino e il progetto filmico è nato con lo scopo di raccontare al pubblico origini, fatti ed episodi inediti di grandi personaggi che hanno portato il cinema italiano nel mondo: Sergio Leone e la famiglia De Laurentiis.

Di seguito l’intervista che Modestino di Nenna mi ha rilasciato per i lettori di Plus Magazine.
Innanzitutto chiedo a Modestino di Nenna che cos’è l’Irpinia Film Academy.
«L’accademia nasce dal mio desiderio, ma anche necessità al fine di evitare e stenuanti casting, di avere una scuola in cui formare degli attori da cui attingere per la realizzazione delle mie opere cinematografiche. Sono stato coadiuvato dal lungimirante Pietro Caterini, dirigente scolastico dell’Istituto Superiore di Istruzione Secondaria Francesco De Sanctis – Oscar D’Agostino, il quale mi ha sostenuto con entusiasmo. La scuola esiste da tre anni e ad essa afferiscono allievi di tutte le fasce di età e di provenienza: dai bambini, agli adulti già nel settore o meno, agli studenti con cui insisto molto nel far loro comprendere che quando si iscriveranno all’Università per proseguire nell’ambito degli studi artistici non è necessario andare fuori e allontanarsi da Avellino in quanto all’Università degli Studi che ha sede a Fisciano(SA), esiste il DAVIMUS che offre una splendida e funzionale preparazione. Inoltre do loro indicazioni affinché si guardino dai millantatori che sono sempre in agguato e consigli sulla partecipazione ai casting perché è bene che loro facciano esperienza. Una differenza di battuta può cambiare un film come anche il destino di un attore.
Tornando all’Accademia, in questi tre anni abbiamo compiuto passi da gigante al punto che lo scorso anno abbiamo realizzato il cortometraggio Sogno di…vino, che è andato in concorso al David di Donatello, la cui tematica era legata al vino poiché il nostro è un territorio di viticoltori e anche perché siamo in un luogo di eccellenza nella produzione di vini che è la scuola enologica. Il cortometraggio non deve essere considerato come un saggio quanto come una scommessa cinematografica. Quindi quest’anno grazie alle mie conoscenze, usufruendo delle mie competenze e della mia esperienza, sono riuscito a portare La patria del cinema in anteprima nazionale a Roma, al Barberini che è un luogo prestigioso. I ragazzi sono molto contenti ed emozionati. Ho già “testato” il film nella sala cinematografica del Partenio ad Avellino e ho constatato che Daniel Di Meo, che si è occupato delle immagini, della luce e dei colori ha fatto un lavoro straordinario. Da professionista posso rilevare alcune “pecche attoriali” ma non posso dimenticare che si tratta di allievi. I ragazzi sono stati affiancati dall’attore napoletano Antonio Fiorillo.»

l’Irpinia Film Academy.
Dove si tengono i corsi?
«Nell’aula magna dell’Istituto De Sanctis.»
Perché La patria del cinema?
«Perché due personaggi del cinema mondiale sono di origini irpine: Sergio Leone e la famiglia de Laurentiis. I genitori di Sergio Leone sono sepolti a Torella dei Lombardi, loro paese di nascita, mentre Rosario Aurelio De Laurentiis è anche lui di Torella dei Lombardi.»
Anche la trama è molto simpatica. È una idea sua?
«Sì, io mi occupo di soggetto, sceneggiatura e regia.»
Cosa si aspetta da questa presentazione?
«Di far conoscere il territorio e la vera patria del cinema che è Torella dei Lombardi.»
Che tipo di difficoltà incontra oggi un professionista del settore come lei?
«Il problema principale è che ad Avellino, e in Irpinia in generale, non si è ancora compresa l’importanza della film commission, cioè la valorizzazione del territorio attraverso le immagini cinematografiche, per cui spesso quando vado a proporre i miei progetti essi non sono presi in considerazione. In passato si utilizzava Cinecittà ma oggi si utilizzano i paesi che finanziano i film e ottengono grandi risultati in termini turistici come è accaduto in Basilicata che è stata la prima regione a credere nella film commission. Quando Mel Gibson girò delle scende de La passione di Cristo, Matera è diventata una delle mete turistiche più ambite. Così vale anche per alcune scene di 007 inserite nel trailer del film.»

Riguardo ai progetti futuri dell’Accademia?
«Ora stiamo lavorando all’organizzazione di queste due proiezioni: all’anteprima nazionale al multisala Barberini di Roma che si terrà il 27 marzo alle ore 17.00 e approfitto per invitare tutta la popolazione al secondo appuntamento con La patria del cinema che si terrà il 1 aprile al Multisala Partenio ad Avellino, alle 19.00 a cui tengo davvero molto. In questa occasione proietteremo prima il nuovo cortometraggio e poi il mio film Tutto può accadere nel villaggio dei miracoli che è uscito nel 2016 e che ho voluto rimettere in gioco perché è un film che fa sorridere in quanto è una commedia brillante che vede i ragazzi diversamente abili in una situazione esilarante. È stato un gran successo, pluripremiato, acquistato da Rai Cinema e mandato più volte da Rai 1. È un film molto visto ma che magari a distanza di anni la gente ha dimenticato e mi fa piacere riproporlo perché mi auguro che lo possa vedere chi opera con i diversamente abili per far capire la mia teoria, certificata all’Università di Cassino e del Lazio meridionale, che la diversità tra soggetti esiste ma la diversità tra un cosiddetto diversamente abile e un normodotato è un pregiudizio perché tutti abbiamo dei deficit e tutti abbiamo delle abilità.»
Verso quale direzione va il cinema?
Il cinema inteso come multisala o Blockbuster è morto. Durante il Covid le famiglie hanno scoperto le piattaforme che oggigiorno con pochi euro al mese più una minima aggiunta consentono di guardare a casa anche i film in anteprima, di conseguenza le famiglie, per un fatto economico, non si recano più in sala. Certo è differente guardare un film a casa piuttosto che al cinema per la qualità dei suoni e delle immaginai ma bisogna fare i conti con le proprie possibilità. Quindi anche per noi registi è necessario rivolgersi alle piattaforme che consentono di produrre a patto che dopo la prima puntata ci sia stato l’”incasso”.

Grazie a Modestino Di Nenna per la sua disponibilità e complimenti per la sua opera di divulgazione cinematografica.