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SANREMO 2026: IL POTERE DELLO STYLIST

Chiara Tamburrino

Chiara Tamburrino

Chiara Tamburino è una studentessa di giurisprudenza, da sempre appassionata di fashion design. Scrive per creare uno spazio in cui ogni trend trovi la sua misura: cucito su chi lo indossa, oltre il bagliore dei flash. "Ti ho riservato un posto in prima fila, per guardare le tendenze prendere forma."

I VERI PROTAGONISTI SILENZIOSI

Arisa con la sua eleganza fiabesca, l’estroso Dargen D’amico, Malika Ayane, pulita nello stile e bella come la sua voce. Tre artisti così diversi eppure plasmati nell’immagine stilistica dalla stessa figura professionale: la stylist Rebecca Baglini. È il caso più eclatante di questo Sanremo ma non certo isolato, di come questa professione stia diventando sempre più fondamentale nel mondo dello spettacolo e non solo, per creare un filo conduttore tra il personaggio e ciò che desidera comunicare con l’immagine prima ancora che con la sua arte.

LE STORIE DI SANREMO 2026

Durante la terza serata abbiamo assistito a una vera e propria narrazione di una storia abito dopo abito, che parla di dolore e rinascita: Bianca Balti affida questo delicato compito al suo stylist Lorenzo Oddo. È grazie alla sua collaborazione con l’ultima collezione di Alessandro Michele per Valentino che senza dire una parola, la modella parla del suo percorso di accettazione di una nuova forma di bellezza, lucente come il suo secondo abito total lurex dorato, ma anche di lutto verso ciò che era con l’ultimo abito in cadi nero, meno giocoso degli altri ma ricco di una nuova sensualità che nasce dall’interno.  

Sempre a Lorenzo Oddo si è affidata una delle artiste più carismatiche del festival Dito nella piaga, anche vincitrice della serata delle cover insieme all’altrettanto eclettico Tony Pitoni. Sin dalla sua prima scalinata il contrasto tra il nero e il rosa confetto dei suoi look ci hanno comunicato l’identità dell’artista e l’hanno rafforzata esibizione dopo esibizione.

NON UNA NUOVA FIGURA

Prescindendo dai giudizi su quanto la cultura dell’immagine sia radicata, è innegabile dunque che chi è in grado di coordinarne e curarne i mille aspetti non vada più pensato come un “vezzo da celebrità”. La figura dello stylist viene spesso considerato ancora come la figlia della nostra società dell’apparenza, egli stesso è, infatti, un artista che ha affiancato per la prima volta la regina di Francia Maria Antonietta, già consapevole di quanto sebbene “l’abito non fa il monaco”, lo presenta. Proprio così come la stylist Monica Serani ha presentato, mentre lei era impegnata a farlo con i cantanti in gara, una Laura Pausini cangiante nei look ma sempre coerente con la sua forte personalità.

UN REGISTA DELLO STILE

Questo Sanremo ci ricorda che dietro ogni dettaglio c’è uno studio preciso e dietro ogni scelta c’è una visione. È proprio questo il potere dello stylist: rendere spontaneo agli occhi un lavoro minuzioso per permettere al messaggio che vuole trasmettere di parlare agli occhi prima ancora che alle orecchie.

Articolo a cura di Chiara Tamburrino

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