Scienze umane e sociali

Sociologia della Vita Quotidiana

Adriano Russo

Adriano Russo

Sociologo, specializzato in criminologia critica, prevenzione e sicurezza sociale. Docente, formatore e progettista in ambito sociale e nei servizi integrati, adotta un approccio umanistico e sociologico nella scrittura e nella progettazione. "Credo nella trasparenza degli animi e delle coscienze".

Una distinzione che delinea compiti e confini della sociologia normale rispetto a quelli della sociologia riflessiva, secondo il sociologo Alvin Gouldner, vera interprete dello studio della realtà di riferimento e dell’osservazione dei processi di costruzione sociale che ne derivano.

 

LA MISSION SOCIOLOGICA

La sociologia in quanto figlia del mutamento non po’ perdere di vista la sua missione originaria, ossia quella di porsi come scienza che compie un continuo sforzo riflessivo di messa in discussione della realtà che la circonda e la comprende, e di essere attenta osservatrice delle trasformazioni sociali e culturali che si susseguono nel tempo.

Le relazioni degli individui nella vita quotidiana vanno interpretate alla luce della loro complessità, molteplicità e variabilità dei significati simbolici e sociali, dal modo in cui gli individui stessi configurano e negoziano i contenuti di quei significati, tra giochi di ruolo, dinamiche di potere e rappresentazioni sociali identitarie multiple, complesse, prevedibili, imprevedibili.  Ciò avviene sempre all’interno di una realtà quotidiana di riferimento che è comunque pre- compresa, appresa e inserita in un paradigma storico, sociale, politico ed economico di riferimento.

In tali dinamiche l’oggetto di studio della sociologia è anche la non vita della vita quotidiana: quella che è la vita veduta, ma non riconosciuta.

La vita, la dimensione non detta, ma che riguarda le emozioni degli individui spesso esclusi, di coloro di cui non si parla, di coloro che restano nell’anonimato. La vita quotidiana è la vita mondana che si ripete in modo cosi comune che i suoi partecipanti stentano quasi ad averne consapevolezza. In tale quadro la vita quotidiana è costruita: esiste un ordine relazionale costruito al suo interno, prodotto di relazione tacite e azioni rese scontate dal modo meccanico e routinario attraverso il quali gli individui interagiscono e vivono le loro esperienze nei processi di socializzazione e interiorizzazione di norme e modelli sociali e culturali.

Sociologia della Vita

PROSPETTIVE DI SENSO

Il proposito sociologico futuro è in tal senso quello di riconoscere la vita quotidiana nascosta e sottoporla a critica, scavare nello straordinario del singolo individuo che è percepibile soltanto all’interno della vita quotidiana: scovare ciò che è talmente consueto, meccanico che non viene riconosciuto, ciò che non è soltanto eroico, ma che comunque esiste e riguarda la vita ordinaria della gente comune.

In questo senso è la rottura della prevedibilità la vera avventura da intraprendere, cogliere le specificità umane nelle sue innumerevoli differenziazioni, le reazioni dei differenti dei soggetti alla trasgressione degli schemi, andare oltre le apparenze, le appartenenze ed il semplice riflesso della vita quotidiana.

PER UNA SOCIOLOGIA RIFLESSIVA

Compito della sociologia riflessiva è focalizzare il visto ma non riconosciuto, rendere visibile la vita comune, la dimensione latente a analizzare le contraddizioni, recuperare la vita quotidiana. La funzione della sociologia normale è quella di costruire una dimensione comune, familiare, rassicurante, garantire la certezza dell’essere, la sospensione del dubbio e delle incertezze, la legittimazione delle scelte esistenziali, e di coprire i rischi di anomia sociale, (Emile Durkheim) ossia di paralisi e smarrimento di fronte al sorgere di un’anomalia nel processo di apprendimento sociale valoriale degli individui.

A differenza della sociologia normale, che pure, dunque, ha ragione di esistere, la sociologia riflessiva deve trasgredire andando il più possibile al di là dell’agire scontato, scrutare nell’ indeterminabile, dirigersi al di là dei processi di omologazione cognitiva, comportamentale, linguistica, sociale e cultuale.

La missione della sociologia riflessiva deve tendere verso la possibilità di agire nello straordinario, di sfruttare al meglio le potenzialità degli individui che tendenzialmente sono celate, sono tenute nascoste, deve essere capace ad aiutarli ad arrivare a ciò di cui la società tace e parlare di ciò che normalmente è coperto dal silenzio, di ciò che è visto ma non riconosciuto.

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