Attualità

Il Cammino della Restanza

Maria Paola Battista

Maria Paola Battista

Conoscere e capire. Amo leggere e scrivere e proporre a me stessa nuovi itinerari da percorrere.

Il Cammino della Restanza, prossima tappa l’11 maggio.

Il Cammino della Restanza è l’iniziativa promossa dalla proloco Vallesaccarda (AV) in collaborazione con diverse associazioni del territorio della Baronia.

Il vicepresidente della proloco di Vallesaccarda, Gerardo Cipriano, mi racconta per i lettori di Plus Magazine come è nata l’iniziativa e come si svolge.

«L’iniziativa in sé nasce dalla proloco Vallesaccarda ma, poiché coinvolge il territorio, attualmente abbiamo creato proprio una rete per far sì che tutti possano partecipare attivamente anche all’organizzazione. Luigi Ciasullo, della Ruando Experience di Zungoli è parte del processo nonché Carlo Luzzi dell’Associazione Wildaunia di Monteleone di Puglia (FG) e Carla Cogliano che è di Gesualdo ed è la coordinatrice di tutto il gruppo, lei è un’esperta di camminate naturalistiche.»

È la prima volta che organizzate questo percorso?

«Fino a pochi anni fa esistevano poche associazioni, come Irpinia Trekking, che si occupavano di organizzare escursioni e passeggiate. In seguito è iniziato, e si sta sviluppando sempre di più, il cosiddetto “turismo lento” che comprende, appunto, passeggiate e escursioni. Noi le proponiamo in gruppo e hanno lo scopo di far conoscere il territorio. L’evento sperimentale è stato quello di diversi anni fa quando visitammo i calanchi che si trovano in Baronia. Per diversi anni, con Camminando in Baronia, abbiamo proposto il territorio della Baronia e furono tanti i partecipanti. Mancava, però, la scelta di un luogo suggestivo che lasciasse qualcosa al gruppo. Così mi è venuta l’idea di cercare qualcosa di particolare e ho riflettuto su Trevico, che è il Comune più alto della Campania, e Monteleone che è quello più alto della Puglia i quali sono a una distanza in linea d’aria di 20 Km che a piedi diventano 25. Questa peculiarità mi è sembrata abbastanza rappresentativa perché è vero che abbiamo le vette delle montagne ma questi sono i Comuni più alti delle rispettive regioni.»

cammino 3

Perché Cammino della Restanza?

«In effetti una volta scelto il percorso rimaneva da trovare un nome e, tra le varie opzioni, ci è sembrata più opportuna quella proposta da Luigi Ciasullo, che si occupa proprio di promozione e animazione del territorio, il quale prendendo spunto dalla definizione di restanza dell’antropologo Vito Teti suggerì Il Cammino della Restanza che è stato accettato con piacere.»

Non conosco la definizione di Teti ma per me Restanza è un termine forte in quanto penso a qualcosa legato al restare ma anche al perpetuare, fatto che diventa particolarmente rilevante per le zone irpine che si stanno spopolando sempre di più. Simbolicamente, quindi, l’associazione dei due termini può significare compiere un percorso non per lasciare ma per restare.

«Esattamente.»

Come funziona l’organizzazione per un’eventuale partecipazione?

«Innanzitutto abbiamo deciso di organizzare la camminata quattro volte all’anno, così quante sono le stagioni. La prima volta abbiamo scelto, proprio per lanciare una sfida, il pieno inverno, per cui il 4 gennaio ci siamo avventurati in una splendida e soleggiata giornale invernale! Contrariamente alle previsioni abbiamo avuto anche una cospicua partecipazione. Dopo questa prima iniziativa abbiamo deciso di farlo almeno per ogni stagione per cui l’11 maggio è prevista la seconda edizione. Dopo quella invernale abbiamo avuto tante sollecitazioni per cui ci sentiamo davvero incoraggiati positivamente a continuare. Per aderire basta iscriversi compilando il modulo online.

È a pagamento e abbiamo previsto anche un servizio di navetta e primo soccorso. Per quanto riguarda il punto di incontro abbiamo pensato di far arrivare i partecipanti a Vallata, dove c’è un’ampia area di parcheggio PIP poco dopo il casello dell’autostrada e da lì poi, mediante una navetta, portarli al punto di partenza. Il percorso non è ad anello per cui partendo da Trevico, si passa per Vallesaccarda, Zungoli infine si arriva a Monteleone, ma per il ritorno a Trevico è necessaria la navetta. In tal modo si evitano partenze mattutine scomode e affollamenti di auto in piccoli luoghi.»

cammino 5

I percorsi sono agevoli?

«Assolutamente sì. Si tratta di un percorso turistico di 25 Km che chiunque può fare, inoltre c’è sempre il servizio navetta a disposizione per percorrere le tratte più impegnative. Da Trevico fino a Vallesaccarda il percorso è in discesa, mentre per salire al Monte Molara, vicino a Zungoli, si incontra un tratto di circa 2Km in salita. La natura è molto variegata e le persone non si accorgono neanche di fare tanta strada. Alcuni paesi, come Zungoli, costituiscono ormai delle attrattive turistiche per cui il cammino diventa una vera e propria gita turistica.»

Il Cammino della Restanza si propone essere, quindi, un momento di grande interesse ben organizzato e di comune interesse che abbraccia più visioni: la turistica come la paesaggistica nonché si rivela essere un momento di piacevole conoscenza e condivisione.

Grazie a Gerardo Cipriano per la disponibilità e, soprattutto, per la lungimiranza.