La chiesa rupestre di San Silvestro Papa
La chiesa rupestre di San Silvestro Papa a Sant’Angelo a Scala.
Storicamente nelle zone interne dell’Italia meridionale, diversi furono i luoghi di Fede fondati da asceti e mistici e da quei monaci che si dicevano selvatici perché non rispondevano a un ordine o a una regola approvata. Anfibie figure di frati, mezzi maghi e mezzi santoni, che vantavano presso i rari viandanti le proprie virtù di taumaturgici. Furono queste figure a disseminare nelle zone più impervie eremi e cappelle che divennero anche santuari.

La chiesa rupestre di San Silvestro Papa 1996
In un’epoca remota, quale gli anni dopo il Mille, la sparuta popolazione insediata in casali, castelli e vici collinari, necessitava sempre di nuovi santuari, reclamandoli quasi come una manna dal cielo.
Incastonato tra le rocciose pareti dei monti a dirupo che fanno da cappello a Sant’Angelo a Scala, in provincia di Avellino, sorge il rupestre monastero intitolato a San Silvestro Papa.
L’aura di leggenda di questo sito per secoli si è riverberata sulle locali popolazioni, che da sempre hanno confuso la storica e reale presenza o meno del santo Papa tra quelle amene montagne. Il culto del Santo non sempre era legato alla sua effettiva permanenza o anche al fugace passaggio nel luogo deputato. In realtà lo stupore dei fatti narrati e l’impressione che tali narrazioni avevano sulle popolazioni, grazie all’anacoreta che divulgava tali accadimenti, facevano da forti presupposti: alla nascita della leggenda, al consolidarsi della devozione e al conseguente sito dove praticarla. L’affermazione e il perdurare nel tempo erano poi fattori legati a molteplici e diversificati eventi.
Delle origini di questo piccolo eremo rupestre, intitolato al Papa che convertì l’imperatore Costantino non si ha notizia alcuna. La sua prima datazione certa si rinviene in un documento del 1114 in cui si legge della chiesa intitolata a S. Silvestro indicandola come edificatum est in loco ubi montem Virginem.
Per trovare una qualche descrizione storica del sito bisogna rifarsi a documenti parrocchiali di Sant’Angelo a Scala del 1714, quando l’eremo montano di San Silvestro è descritto come di mediocre grandezza e la sua diruta chiesa è detta come una mediocre aula rettangolare larga palmi 32 (circa 8 metri) e lunga palmi 25 (poco più di 6 metri).
Per secoli, e fino alla prima metà del XIX secolo, l’eremo di San Silvestro permase in disuso, ne è prova che il titolo fu avocato all’abbazia di San Giacomo in paese. Motivi della decadenza devozionale di San Silvestro possono ascriversi anche alla ascesa nei secoli di altri itinerari di pellegrinaggio montano. L’eremo rupestre poteva dirsi come posto in mezzo e prossimo, ai due grandi riferimenti mariani entrambi insediati nelle balze montane del Partenio: Montevergine ad Est e Santa Maria dell’Incoronata ad Ovest.
Con la soppressione e distruzione dell’Eremo camaldolese di Santa Maria dell’Incoronata nel 1806, nei decenni successivi San Silvestro fu in qualche modo riscoperto, trasferendovi usanze e riti devozionali come il pellegrinaggio del lunedì in Albis, che storicamente era uno dei due giorni in cui tutta la popolazione era ammessa tra le mura del soppresso monastero camaldolese dell’Incoronata.

La chiesa rupestre di San Silvestro Papa fede_folklore_irpinia_1979
Nel 1933, l’abate di Sant’Angelo a Scala, Minucci, in un suo inventario parrocchiale annota una sua descrizione sull’importanza del luogo come riguardevole in tutta la diocesi di Benevento per il ruolo che aveva rivestito nel passato come nel presente. Si trovava vicino alla grotta da cui scaturiva l’acqua che purificava e guariva da rogna, lepra ed altre malatie nonché a diverse infermità.
Bibliografia
- Grasso – P. Russoniello, Fede e Folklore in Irpinia, Cava dei Tirreni, 1979
- VV. (a cura di Francesco Bove) – Partenio storia di un territorio, Bari 1993
- Giuseppe Eremita – Partenio Natura, Pietrastornina 1994
- Giuseppe De Pascale – Stratificazione urbana e morfologica di Pietrastornina e Sant’Angelo a Scala, Napoli 1996.
Fonte foto in bn : Fede e Folklore in Irpinia.
Foto a colori di Giuseppe De Pascale.

La chiesa rupestre di San Silvestro Papa visione di insieme