L’AMDOS di Avellino nel ventennale dalla fondazione
Il Comitato dell’AMDOS di Avellino, presieduta da Giuseppina Belvedere, in carica dal 2022, è in trepidante attesa del 4 ottobre 2025 per festeggiare il ventennale dalla fondazione.
L’AMDOS, acronimo di Associazione Meridionale Donne Operate al Seno, è stata istituita il 4 ottobre del 2005 dal Dott. Carlo Iannace, medico chirurgo e senologo, che ne intuì la necessità, unitamente a Carla Mannese, Silvana Ianuario e Mirella Zerlenga, con sede presso l’abitazione di quest’ultima in Via Gradelle ai Miracoli nr. 21, Avellino.
Erano tante le donne che si rivolgevano a lui per le visite, gli interventi e le terapie che ormai era giunto il momento di creare una associazione che rispondesse alle esigenze delle pazienti e dei loro familiari.
Oggi l’AMDOS di Avellino, con sede in Via Tagliamento, costituisce un riferimento fondamentale e confortante per tutti coloro, uomini e donne, che hanno vissuto e vivono l’esperienza del cancro al seno. Poiché sono aumentati i casi di uomini operati alla mammella, è stato coniato l’acronimo AMOS, Associazione Meridionale Operati al Seno. L’attuale Presidente Giuseppina Belvedere, che tanto si adopera per l’associazione, con affabilità ed entusiasmo, ha accettato di essere da me intervistata per conto del Plus Magazine.

Che cosa ha significato per lei appartenere all’Associazione e presiederla?
Nel 2007 accompagnai una mia amica per sottoporsi ad una visita senologica all’Ospedale Giuseppe Moscati di Avellino e nel congedarci la Dottoressa Marcella Buono mi invitò a fare lo screening come prevenzione. Fu in quella occasione che mi fu diagnosticato un cancro al seno e fu in quella stessa occasione che la malattia decise il mio destino all’interno dell’AMDOS di Avellino. Fui fortunata perché a quel tempo il Dottor Carlo Iannace non era ancora subissato dalle innumerevoli visite senologiche, che richiedono oggi alcune ore di attesa da parte dei pazienti, per cui il suo tempestivo intervento e le terapie cui mi sottoposi mi salvarono.
Da allora desiderai appartenere a questa realtà associativa in cui non esistono competizioni o dinamiche relazionali che inducono malessere: i volontari interagiscono e collaborano ciascuno in base alla propria disponibilità ed empatia. Siamo tutti protesi ad offrire, come da statuto, assistenza sociale e sociosanitaria alle donne e agli uomini operati al seno e ai loro familiari. Nel corso del tempo mi sono ritrovata ad affiancare la Presidente di allora, Silvana Ianuario, deceduta purtroppo tre anni fa, che ha voluto fortemente la mia candidatura e la mia elezione. È grazie a lei che l’AMDOS è diventata il fiore all’occhiello in Irpinia per quello che riguarda la prevenzione, l’iter terapeutico e l’effettivo sostegno psicologico alle donne e agli uomini operati al seno.
Quali sentimenti, quali emozioni ha scatenato in lei la scoperta della malattia?
Innanzitutto ho provato rabbia, tanta rabbia: non riuscivo ad accettare che il mio corpo mi avesse tradito. Come un aculeo s’insinua nella carne, così la paura del mostro mi atterrì. Paura di non farcela e invece proprio in queste occasioni scopriamo di avere una forza incredibile che ci spinge ad affrontare il muro dell’ignoto. A chi mi definisce una guerriera rispondo che lo sono, invece, coloro che, pur non essendo riusciti a sconfiggere il loro nemico, hanno combattuto e combattono strenuamente fino alla fine.
Chi si è trovata accanto in questa esperienza dolorosa?
La famiglia. Per fortuna non sono stata da sola. La famiglia è sempre fondamentale. Ho visto nella mia esperienza da volontaria prima e Presidente poi, quanti “maschietti” fare le valige e andare via, dopo aver saputo della malattia della loro compagna di vita. Sono stata fortunata perché la mia famiglia mi ha sostenuto e l’AMDOS mi ha affiancato.

In che rapporti eravate con l’ex Presidente Silvana Ianuario? Come mai ha scelto proprio lei tra tante volontarie?
Anche Silvana aveva vissuto l’esperienza del tumore al seno dal quale sembrava essersi “affrancata” per molti anni, supportando indefessamente l’AMDOS di Avellino con il suo garbo e determinazione. Eravamo diventate molto amiche ed abbiamo condiviso anni di sfide che la realtà associativa ci presentava, poi quando si è accorta della recidiva, ha avvisato la sua famiglia e noi del comitato. Lo ha fatto con una lucidità e serenità da non credere, mentre a noi dell’associazione cadeva il mondo addosso: era per tutti un pilastro fondamentale di intelligenza, sensibilità, forza e competenza.
Mi ha chiesto con convinzione profonda di prendere il suo posto e la sua volontà mi ha spinto ad accettare il ruolo. Non potevo dirle di no: per lei l’associazione era tutto e credeva in me molto di più di quanto io credessi in me stessa. Io ho ereditato solo tutto il lavoro già svolto in passato; ho seguito e messo in atto progetti pregressi come quello che Silvana Ianuario aveva dedicato al trattamento del linfedema.
Mi parli di questo progetto innovativo, fondamentale per il trattamento dei postumi dell’intervento chirurgico.
Il linfedema è un gonfiore improprio di una parte del corpo, generalmente localizzato nella zona ascellare ed inguinale a causa dell’accumulo di linfa nei tessuti. A parte le malformazioni congenite del sistema linfatico, le cause principali sono gli interventi chirurgici, l’asportazione linfonodale, la radioterapia, i traumi e le infezioni.
Purtroppo dal linfedema non si guarisce mai completamente, ma si può tenere sotto controllo con una terapia adeguata. Silvana Ianuario, da medico, aveva previsto la formazione di quindici fisioterapisti ed io non ho fatto altro che realizzare il suo meraviglioso progetto, per fare in modo che venga al più presto istituzionalizzato all’interno dell’ospedale Giuseppe Moscati, considerato che il trattamento oltre ad essere benefico è anche costoso. Esso consiste nell’intervento manuale con bendaggi elastici o tutori compressivi, esercizi mirati e cura della pelle per prevenire infezioni.

Quali sono gli ambiti d’azione dell’AMDOS?
Per questo è possibile consultare il nostro bellissimo sito curato da Layla Giorgione, che ha coniato per noi l’attuale logo. Se lo si osserva bene notiamo due parentesi che delimitano la penultima lettera, per significare che la malattia deve essere vissuta come un intermezzo nel nostro percorso di vita. Questo effetto grafico mi piace moltissimo, perché reca in sé un significato che permette di lenire l’impatto emotivo in presenza di una diagnosi tumorale.
Inoltre voglio sottolineare che l’80 per cento degli iscritti sono donne e uomini operati al seno che per affezione e collaborazione hanno deciso di restare. L’Associazione accoglie anche volontari non operati, ma per empatia del dolore, laddove questa sia necessaria, nell’accoglienza del paziente e nel suo accompagnamento lungo il percorso del trattamento, credo che siano più idonei le volontarie e i volontari che hanno avuto esperienza diretta del cancro alla mammella.
Le principali attività spaziano in diversi ambiti ed includono:
- Campagne di prevenzione gratuita con visite, ecografie e mammografie in collaborazione con l‘ASL e medici volontari.
- Supporto psicologico, organizzazione di eventi, convegni, incontri pubblici e le ormai famose camminate rosa, per sensibilizzare la popolazione verso la prevenzione che resta un’arma potente.
- Abbiamo attivato anche giornate di sensibilizzazione nelle scuole superiori.
Il Dott. Iannace asserisce infatti che i giovani vanno educati anche ad affrontare gli aspetti dolorosi della vita, quale occasione di evoluzione e crescita personale.
Chi ha bisogno di accedere ai vostri servizi quale iter deve seguire?
Tra dicembre e gennaio di ogni anno viene stilato un calendario che vale per tutte le sedi irpine dell’AMDOS. Quest’anno ogni ultimo martedì del mese la sede di Avellino accoglie prenotazioni, organizza le visite e stila anamnesi che poi vengono sottoposte al Dottor Iannace Carlo, cui i pazienti affidano il loro stato di salute. Dopo la visita, in caso di diagnosi del cancro, viene predisposta la presa in carico da parte dell’ospedale.
Al Moscati infatti c’è la Breast Unit, ovvero il reparto di Senologia, diretto dal Dottor Iannace. Io sono stata ben 12 anni a collaborare nel punto di ascolto dove i ricoverati hanno potuto trovare risposte esaustive circa le problematiche pre e post operatorie. A questo punto devo aggiungere che sono attive presso la Breast Unit le psiconcologhe che come la dottoressa Stanco supportano i pazienti, uomini o donne.
Mi parli del ventennale dell’Associazione: grande festa e tanta soddisfazione per il lavoro svolto e tante vite salvate.
Abbiamo ricevuto un regalo speciale per questi primi vent’anni di attività. L’Associazione è stata selezionata da 1 caffè onlus, la prima realtà digitale italiana dedicata a sostenere le piccole associazioni no profit, fondata da Luca Argentero, Beniamino Savio e Pietro Mazza.
Ebbene per il mese di ottobre 2025 tutti i caffè sospesi donati saranno devoluti all’AMDOS di Avellino, così da poter sostenere i progetti ancora in essere.Siamo molto contenti di questo riconoscimento e di questa opportunità. Legare la tradizione del caffè sospeso alla solidarietà concreta mi sembra qualcosa di straordinario.
Oltre la sede di Avellino dov’è presente l’Amdos in Irpinia?
Le sedi “consorelle” sono localizzate a Forino, Alta Irpinia, Solofra, Paternopoli, Montoro, Alta Valle del Sabato, Grottaminarda, Partenio, mentre per Atripalda ci affianca la Misericordia. Siamo sempre in connessione come una rete che salva.
Grazie per questa opportunità che mi ha dato per far conoscere l’Associazione.