Roberto Cominati e l’Arte della Trascrizione alla Certosa di San Martino
A cura di Luca De Lorenzo
Il panorama estivo del concertismo pianistico si arricchisce di un capitolo di straordinario rigore speculativo ed estetico con l’inaugurazione della rassegna «Notturni», inserita nel più ampio cartellone culturale “Le voci di sopra: suoni e visioni dei Musei nazionali del Vomero”. La manifestazione, curata da Luca De Lorenzo e promossa dall’Associazione Napoli Opera House in sinergia con la direttrice Almerinda Padricelli, propone una stimolante dialettica tra architettura sacra e creazione sonora.
Il concerto inaugurale di giovedì 9 luglio 2026 alle ore 20:30, affidato a Roberto Cominati, si prefigura come un evento di assoluto rilievo critico. La scelta del Cortile Monumentale della Certosa di San Martino quale spazio deputato all’ascolto non risponde a una mera logica di suggestione turistica. Sotto il profilo storico-musicologico, l’introduzione della grande letteratura pianistica in un luogo originariamente consacrato al silenzio claustrale e alla meditazione monastica innesca un profondo cortocircuito semantico: lo spazio fisico si fa cassa di risonanza di una complessa trama di rimandi storici, dove il silenzio non viene violato, bensì rimodulato dalle geometrie del programma. Il percorso macro-strutturale concepito da Cominati si articola attorno al concetto cardine di “metamorfosi e trascrizione”, un genere che ha ridefinito le possibilità idiomatiche e polifoniche del pianoforte moderno.
1. Il dialogo con Bach (Godowsky e Busoni):
L’apertura è affidata a Johann Sebastian Bach, ma filtrato attraverso la lente iper-romantica ed esoterica di Leopold Godowsky. La Suite per violoncello n. 2 in re minore, BWV 1008, concepita originariamente per la dimensione monodica e lineare del violoncello solo, viene riscritta da Godowsky espandendone l’armonia latente in un contrappunto denso, culminando nella celebre Sarabanda per la sola mano sinistra. Qui l’architettura esecutiva impone una scomposizione geometrica del peso digitale, dove un unico arto deve simulare la condotta melodica e l’ordito armonico di un’intera orchestra.
Il legame profondo tra Bach e il Novecento trova la sua massima sanzione estetica nella celeberrima trascrizione della Ciaccona in re minore ad opera di Ferruccio Busoni. Busoni non si limita ad adattare il testo originale per violino solo, ma ricrea sul pianoforte la magniloquenza monumentale dell’organo tardo-romantico. Cominati, vincitore nel 1993 dello storico Concorso Internazionale “Ferruccio Busoni” di Bolzano, possiede il perfetto retroterra intellettuale e tecnico per decodificare questa complessa architettura.
2. Il Novecento tra Simbolismo Francese e Primitivismo Russo:
La seconda parte del recital si sposta verso la modernità del primo Novecento, inaugurata da Claude Debussy con la suite Pour le Piano e il brano speculare Masques. Sotto il profilo analitico, la produzione debussiana rappresenta il superamento della concezione puramente discorsiva della forma sonatistica a favore di una focalizzazione sul timbro e sulla risonanza pura. La frequentazione profonda di questo repertorio da parte di Cominati, attualmente impegnato nell’incisione dell’integrale pianistica di Debussy per l’etichetta Decca, garantisce una lettura ricca di sottigliezze agogiche e colori pastello.
Il vertice del virtuosismo trascendentale viene infine toccato con la Suite da “L’uccello di fuoco” di Igor Stravinskij, nella formidabile trascrizione pianistica di Guido Agosti (1928). I tre movimenti (Danza infernale, Berceuse e Finale) esasperano la natura percussiva del pianoforte, richiedendo salti di ottava fulminei, incastri ritmici asimmetrici e una gestione magistrale dei pedali per non sacrificare la chiarezza contrappuntistica.
La rassegna «Notturni» compie una chiara scelta curatoriale, affiancando a maestri acclamati del calibro di Cominati e Giuseppe Andaloro e Bae le migliori nuove promesse del concertismo internazionale under-30, quali Elia Cecino e Sara Amoresano. Si realizza così la duplice missione enunciata dalla Direzione dei Musei: tutelare la memoria storica dei siti collinari del Vomero (tra cui spiccano anche Castel Sant’Elmo e Villa Floridiana) e trasformarli in incubatori vivi di partecipazione culturale.
Dati i severi vincoli di capienza del Cortile Monumentale, volti a preservare l’integrità del luogo e l’intimità acustica dell’esperienza (limite massimo di 200 posti a sedere), si raccomanda la prenotazione anticipata dei titoli d’accesso.
Info Utili e Biglietteria
• Prezzo del biglietto: €15,00
• Orario d’inizio: Giovedì 9 luglio, ore 20:30 (durata prevista fino alle 22:00)
• Link ufficiale per l’acquisto telematico in modalità ticketless: Portale Musei Italiani — Acquisto Biglietti